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Terme del Foro

All’incrocio della via del Foro con la via di Nola si trovano le terme del Foro, che vennero alla luce nel 1823. Furono costruite dopo l’80 a.C., secondo lo schema delle più grandi terme Stabiane.

Come tutti gli edifici termali erano divise in due sezioni: quella maschile e quella femminile, con il riscaldamento centrale in comune. Attraverso un breve corridoio si arrivava allo spogliatoio con armadietti di legno e sedili. Il primo ambiente che si incontra proseguendo è il frigidarium con la vasca circolare per il bagno freddo e un’apertura sul tetto per far filtrare la luce.

Passando da destra si arriva al tepidarium riscaldato da un grande braciere di bronzo e infine al caldarium, riscaldato attraverso un sistema di doppia parete, un’intercapedine attraverso cui passava il calore che proveniva dal forno. Su un’elegante vasca in marmo si trovano, scritti in lettere di bronzo i nomi dei duumviri che lo fecero sistemare a loro spese in quelle terme.

Alla palestra porticata s’accedeva dalla via del Foro o dallo spogliatoio della sezione maschile. Le nicchie dove venivano riposti unguenti e oggetti erano separate da telamoni, sculture che rappresentano muscolosi personaggi maschili. La volta è decorata da stucchi con disegni geometrici e figure mitologiche, creati nel corso del restauro del 62 d.C..

Le terme pubbliche erano poco costose e molto frequentate: il bagno era un momento di socialità per tutti i Romani.