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Tempio di Venere

In posizione panoramica sulla pianura, il tempio di Venere risale al periodo che seguì la fondazione di Pompei come colonia romana.

La dea della bellezza era venerata a Pompei -come creatrice e Madre dell’Universo, con potere sulla vita e sulla morte- anche prima della colonizzazione avvenuta nell’età di Silla, ma il suo culto non era dei più rilevanti. A questa potentissima divinità gli abitanti di Pompei dedicarono un tempio subito dopo la fondazione della colonia.

Il tempio di Venere sorge su un terrazzamento affacciato sul mare tra Porta Marina e la Basilica a sud-ovest della città. Per costruire il tempio fu necessario demolire gli edifici che si trovavano in quel luogo, comprese le case private; solo alcune vennero mantenute e diventarono gli alloggi dei sacerdoti del tempio.

Il tempio dà le spalle alla via Marina e ha un podio imponente costruito con calcestruzzo e lava. Tutti i lati del tempio erano colonnati e su uno dei lati erano ospitate delle botteghe. Come molti edifici di Pompei fu restaurato dopo il 62 d.C.; durante il restauro, per far sì che i culto potesse continuare come al solito, venne spostato in un’edicola votiva, della quale rimangono alcune tracce poco lontano. Dell’immenso splendore del tempio resta ben poco: un altare e due basi di statue; dal momento dell’eruzione in poi, infatti, il tempio non fu immune ai saccheggi durante i quali furono asportati il pavimento e tutte le decorazioni marmoree.