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Disputation of the Holy Sacrament

Stanza della Segnatura

La Stanza della Segnatura era il luogo dove si riuniva il più alto tribunale della Santa Sede e fu la prima sala affrescata da un Raffaello giovanissimo appena giunto in Vaticano.

Quando l’artista intraprese quest’impresa, Michelangelo aveva appena iniziato a dipingere la Cappella Sistina, a pochi metri di distanza. Il 1508 fu quindi un anno che segnò la nascita di due immensi capolavori.

Gli affreschi nella sala della Segnatura dovevano mostrare le grandi categorie dello Spirito Umano, secondo la visione di Platone: il “Bene”, il “Vero” e il “Bello”.

Raffaello rappresentò il tema del Vero con due affreschi: la "Disputa sul Santissimo Sacramento" che rappresenta il Vero teologico e la "Scuola di Atene", che illustra la Verità dei filosofi.

Una curiosità: i graffiti che si trovano in questa sala furono lasciati dai Lanzichenecchi durante il tristemente famoso Sacco di Roma del 1527, e uno di questi celebra Lutero.

La Scuola di Atene

Proprio di fronte alla Verità teologica troviamo rappresentata la Verità del pensiero razionale e della filosofia attraverso la Scuola di Atene.

Disputa del Sacramento

La Disputa del Sacramento ha un’importanza particolare: fu infatti il primo lavoro realizzato da Raffaello in Vaticano. In uno spazio semicircolare troviamo l’immagine della Trinità, circondata da santi e i profeti, tutti disposti su un lungo sedile fatto di nuvole.

Nelle vesti dei Teologi, in basso, si riconoscono alcuni personaggi molto noti all’epoca: Dante, il Beato Angelico ed il monaco Savonarola che solo dieci anni prima era morto impiccato e bruciato al rogo come eretico.

Parnaso

L’idea del “Bello” nel terzo affresco è rappresentata dall’immagine del "Parnaso", la residenza mitologica di Apollo e delle Muse, proprio al di sopra della finestra che dà sul Cortile del Belvedere, una chiara allusione alla bellezza e alla perfezione, ma anche al Monte Vaticano, visibile dalla finestra. Raffaello lo volle celebrare perché secondo la leggenda, proprio su questo colle nell’antichità si trovava un tempio dedicato ad Apollo.

Il dio è seduto al centro e suona la lira, tutto attorno lo circondano le nove Muse, protettrici delle arti e poeti antichi e moderni. Si riconoscono Omero, Virgilio, Dante e alle sue spalle seduta in basso a sinistra Saffo, la celebre poetessa greca.

Virtù e la Legge

Sulla parete opposta al "Parnaso", sono raffigurate le Virtù e sotto due scene che hanno come protagonisti a sinistra l'imperatore Giustiniano (opera di Lorenzo Lotto) e a destra papa Gregorio IX, rappresentato con i tratti di Giulio II.