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Il Colosseo

 

L’anfiteatro Flavio è il più grande ed imponente anfiteatro del mondo Romano ma anche il più celebre dei monumenti di Roma conosciuto con il nome di "Colosseo". Iniziato dall’imperatore Vespasiano della famiglia Flavia fu inaugurato da suo figlio Tito nel 80 d.c.

La cerimonia di inaugurazione, assolutamente fastosa, durò per ben cento giornate nelle quali si susseguirono grandiosi combattimenti, spettacoli e cacce con l'uccisione di migliaia di belve (si parla addirittura di 5.000 secondo lo storico Svetonio). Per l’inaugurazione lo spazio dell'arena venne addirittura riempito di acqua per rendere possibile uno degli spettacoli più fantastici dell’antichità romana, le naumachie, dei veri e propri scontri navali che riproducevano grandi battaglie del passato.

Ma perché è conosciuto in tutto il mondo con il nome di Colosseo?

Questo termine appare per la prima volta in una celebre profezia del monaco medievale Venerabile Beda: “finché esisterà il Colosseo esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo cadrà anche Roma; quando cadrà Roma cadrà anche il mondo”.

Forse l'appellativo gli viene dall'enorme statua dell'imperatore Nerone, 'Il colosso' appunto, alto 35 metri che allora sorgeva proprio accanto all'anfiteatro e oggi totalmente distrutta.

Colosseo

Il Colosseo è una delle opere più imponenti dell’antichità. Immaginatelo bianchissimo, ricoperto completamente di splendide lastre di travertino. La sua forma è ellittica per poter ospitare più spettatori. Aveva quattro piani, i primi tre avevano ognuno ottanta arcate, quelle del secondo ed del terzo erano decorate con delle statue gigantesche.

E’ incredibile pensare che questa imponente costruzione sia stata realizzata in meno di 10 anni di lavori. Come fu possibile?

I romani usarono alla perfezione una tecnica architettonica a loro ben conosciuta: l’arco. L’arco permette, infatti, di scaricare molto efficacemente le forze di costruzioni molto imponenti in maniera impeccabile e i Romani ne fecero l’elemento principe di tutta la loro architettura, basti pensare anche agli acquedotti romani. Il Colosseo può essere considerato come una serie di acquedotti costruiti uno sopra l’altro.

Oggi davanti ai nostri occhi sorge nient'altro che lo scheletro di quella che era la più grandiosa arena del mondo antico. Esternamente mancano infatti i tre quinti della cinta muraria. Nel medioevo, quando ormai era caduto in disuso, il Colosseo si trasformò in una enorme cava di marmo, piombo e ferro che servirono ai papi per costruire palazzo Barberini, piazza Venezia e perfino San Pietro.

Buchi nelle colonne

I buchi che ancora oggi si vedono su molte colonne non sono altro che fori praticati per estrarre il piombo ed il ferro usato dai Romani nei chiodi all’interno dei blocchi di marmo.

L'anfiteatro poteva contenere fino a settantamila spettatori. La pendenza delle gradinate era tale da permettere una visione degli spettacoli perfetta da ogni posizione. L'ingresso era gratuito per tutti i cittadini romani ma i posti erano divisi a seconda della condizione sociale, i posti più in alto erano riservati alla popolo ma con settori distinti per uomini e donne, mentre più si scendeva vicini all'arena più cresceva lo status sociale, in prima fila trovavano posto senatori, vestali, sacerdoti e ovviamente l’imperatore.

Come accade nei moderni stadi sportivi il Colosseo garantiva agli spettatori un efficiente protezione dal sole grazie ad una ingegnosa copertura, il “Velarium”. Ovvero una enorme telone di lino appeso con un sistema di funi, argani e pali di legno che cingevano la sommità del muro esterno. Per la movimentazione di questo gigantesco telone erano impegnati più di cento marinai della flotta imperiale, che si muovevano in perfetta sincronia a suon di tamburo.

Arena

Entrando, davanti a noi troviamo l'arena. Lo spazio per le rappresentazioni, una volta formato da una pavimentazione mista di muratura e legno é oggi del tutto scomparso. Al suo posto vediamo però i sotterranei, dove erano alloggiati gli apparati di supporto alla preparazione e allo svolgimento dei giochi.

Nei due piani sotterranei si trovavano ascensori e montacarichi, a contrappeso, dei quali oggi sono ancora visibili i binari, erano considerati gli effetti speciali dell'epoca, venivano infatti usati per sollevare velocemente animali e gladiatori che irrompevano sull'arena da botole, apparendo d'improvviso in una nuvola di polvere dando al pubblico uno strepitoso effetto sorpresa. Un complesso sistema di cerniere e strutture ad ascensore permetteva di far emergere anche sfondi scenografici di forte impatto, usati per gli spettacoli di caccia.

Le manifestazioni che vi si svolgevano erano ad un tempo simboliche e concrete e creavano un legame fra la cittadinanza e il suo capo attraverso la comune partecipazione ad importanti eventi pubblici avendo inoltre la non trascurabile funzione di divertire il popolo e sviare la sua attenzione su problemi diversi da quelli politici.

Ma cosa succedeva all'interno del Colosseo?

Diversi erano gli spettacoli che venivano rappresentati nell'anfiteatro: al mattino le "Venationes", ovvero la lotta fra animali esotici, o fra animali e uomini. Qualche volta come forma di esecuzione capitale la gente veniva esposta indifesa agli animali feroci. Spettacolari dovevano apparire le "Silvae", veniva ricostruito da pittori e scenografi un finto scenario nell'arena, con alberi e cespugli, tale da somigliare ad una foresta popolata da animali, che in questo caso non dovevano essere per forza massacrati. Ma anche spettacoli meno cruenti e sicuramente più singolari come la celebre esibizione di un elefante che sapeva scrivere con la proboscide parole sulla sabbia.

Da sfatare è la credenza che nel Colosseo venissero uccisi i cristiani come forma di spettacolo, questo avvenne in altre epoche ed in altri anfiteatri.

Bassorilievo di un combattimento tra gladiatori

Fra tutti lo spettacolo più sospirato dal pubblico era sicuramente quello dei gladiatori. Verso mezzogiorno un clamore assordante saliva dalla platea, tra squilli di trombe, facevano il loro ingresso trionfale, i gladiatori in parata. Provenivano da una galleria sotterranea collegata direttamente alla Caserma dei Gladiatori, il Ludus Magnus e venivano accolti come veri e propri eroi, un po' come succede oggi per i campioni sportivi.

Compiuto un breve giro dell'arena, i gladiatori rendevano omaggio davanti al podio dell'imperatore salutando con le celebri parole "Ave Cesare morituri te salutant" (Ave o Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano).

Ma chi erano i gladiatori?

Il termine gladiatore deriva da Gladio, la spada corta usata dai legionari. Raramente si trattava di gente obbligata a combattere contro la propria volontà. Normalmente i gladiatori erano prigionieri di guerra ai quali si lasciava la scelta della schiavitù o l'ingaggio nell'arena per un periodo limitato, al termine del quale potevano guadagnare la libertà, spesso avendo anche messo da parte una discreta somma di denaro. Altri erano semplicemente spiantati in cerca di celebrità e ricchezza. La professione offriva oltre a buoni compensi un'enorme popolarità, soprattutto presso le donne, che arrivavano addirittura a pagare grosse somme pur di passare una notte di passione con uno di loro.

Pollice Verso di Jean-Léon Gérôme, 1872

Dodici erano i tipi di gladiatori, c'era il "Reziario" armato di una rete, un tridente ed un pugnale; o chi lottava munito di uno scudo e di una falce, altri indossavano un elmo munito di creste una forte armatura ed impugnavano un giavellotto. I duellanti venivano scelti tra categorie diverse per rendere più avvincente lo spettacolo. Se il gladiatore sconfitto rimaneva ferito poteva chiedere la graziaalzando il braccio, allora il pubblico invocava la salvezza o la morte presso l'imperatore presente sul palco imperiale, che decideva la sorte dello sventurato: il pollice rivolto verso l'alto era un atto di clemenza, il pollice verso era morte per il gladiatore.

I vincitori venivano premiati con palme d'oro e con cospicue somme in denaro. Dopo ogni battaglia, inservienti vestiti da Caronte, il traghettatore dell'Ade, si accertavano che i caduti fossero realmente morti eventualmente pronti a dare il colpo di grazia. Il sangue dei gladiatori era molto ricercato, si credeva avesse funzioni terapeutiche in grado di guarire dall'epilessia e capace di donare maggior vigore sessuale.

Gli spettatori romani erano appassionati di spettacoli cruenti, manifestazioni che noi considereremmo a dir poco violente. La loro passione per questi spettacoli è paragonabile a quella che molti oggi provano per il genere cinematografico "splatter". Con un'unica sostanziale differenza: la crudezza della realtà. Basti pensare che durante i combattimenti in massa e nelle cacce, l'odore del sangue e della carne bruciata e quello degli animali selvatici diventava insopportabile e a nulla servivano i tentativi di mascherarlo con incenso e profumi.

Interno del Colosseo di Thomas Cole, 1832

Dopo il VI secolo, con il declino dell'Impero, il Colosseo cadde in disuso, e le sue mura ospitarono confraternite, ospedali, eremiti e anche un cimitero. Dal medioevo in poi il Colosseo è stato una delle più grandi meraviglie di Roma e del mondo, attirando sciami di visitatori.

Minacciato di demolizione da Sisto V per ragioni urbanistiche, fu dichiarato monumento sacro e dedicato alla passione di Gesù Cristo da Papa Benedetto XIV collocando una croce su di un piedistallo, come simbolo della sofferenza di tutti i martiri della fede cristiana.

La croce tutt'oggi è il punto di partenza della Via Crucis il venerdì santo. Da allora divenne oggetto di venerazione anche per i fedeli cristiani, e fu preservato da ulteriori distruzioni e rovine; anzi, i pontefici che seguirono lo restaurarono e lo consolidarono.

Vedere il Colosseo per il turista oggi significa, come scrisse Charles Dickens, "vedere il fantasma della vecchia Roma aleggiare sui luoghi dove camminò la sua gente".

A lato del Colosseo, è visibile l'Arco di Costantino.