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The Coronation of Charlemagne

Stanza dell'Incendio di Borgo

La stanza dell’Incendio di Borgo, ai tempi di Giulio II era utilizzata per le riunioni della Segnatura, il Tribunale presieduto dal papa in persona, ma quando papa Leone X decise di trasformarla nel “tinello” una sala per i pranzi e per la musica, diede a Raffaello l’incarico di affrescarla.

Della sistemazione originaria rimangono solo gli affreschi della Volta, realizzati dal Perugino. Gran parte delle decorazioni della sala, furono realizzate dagli allievi di Raffaello, che però aveva ideato tutto il programma. L’opera doveva celebrare papa Leone, attraverso le storie dei suoi predecessori che avevano lo stesso nome, Leone III e Leone IV. Il pittore si ispirò al Liber Pontificalis, il libro che raccontava le storie dei papi. E anche in questo caso Raffaello si divertì a dare ai pontefici del passato l’aspetto del papa regnante.

Incoronazione di Carlo Magno

Il primo affresco narra dell’Incoronazione di Carlo Magno che fu incoronato Imperatore, nella Basilica di San Pietro, la notte di Natale dell‘800 l’episodio che stabilisce la nascita del Sacro Romano Impero. Secondo alcuni studiosi però, Carlo Magno fu incoronato imperatore contro la sua volontà.

Nell’Incoronazione di Carlo Magno, affrescata da Raffaello, papa Leone III ha i tratti di Leone X e l’imperatore quelli di Francesco I di Francia, quindi l’affresco potrebbe alludere anche al concordato che fu stipulato fra la Santa Sede e il Regno di Francia nel 1515.

Giuramento di Leone III

Il Giuramento di Leone III sulla parete contigua, racconta un episodio avvenuto il giorno prima dell’Incoronazione di Carlo Magno, quando il papa, rispondendo alle calunnie dei nipoti del suo predecessore, affermò che il pontefice è responsabile dei suoi atti solo davanti a Dio.

Incendio di Borgo

L’affresco più famoso, l’Incendio di Borgo, che dà il nome alla stanza, racconta dell’incendio che nell‘847 era divampato nel Borgo Vaticano, proprio di fronte alla basilica di San Pietro.

La leggenda racconta che Papa Leone IV lo domò miracolosamente benedicendo le fiamme dall’alto della Loggia delle Benedizioni salvando così il popolo. In realtà l’immagine ricorda anche quella dell’incendio di Troia e l’uomo muscoloso a sinistra, che trasporta sulle spalle un vecchio, rievoca Enea che porta in salvo il padre Anchise.

Sorge il dubbio, guardandolo, che Raffaello per realizzarlo, si sia ispirato anche in questo caso, alla volta della Cappella Sistina e in particolare al Diluvio Universale, dove appare un personaggio simile, nudo e muscoloso, che porta coraggiosamente in salvo una donna sulle sue spalle.

La Battaglia di Ostia

La Battaglia di Ostia infine racconta dello sbarco dei Saraceni alla foce del Tevere nell‘849. Le armate papali si trovarono di fronte alle sanguinarie orde dei saraceni e vinsero miracolosamente. La chiara allusione, in questo caso, è alla Crociata contro gli Infedeli, che a quel tempo era stata incoraggiata proprio da papa Leone X.