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Pietà di Michelangelo

La Pietà di Michelangelo, è forse il capolavoro più celebre custodito in San Pietro. Interamente scolpita nel bianco marmo di Carrara, fu creata dal grande artista quando aveva solo 23 anni.

Già al primo sguardo appare in tutta la sua drammaticità. Le immagini della Madonna e di Cristo morto, si mostrano fra le pieghe delle vesti, scolpite con una maestria tale da sembrare reali, leggere, palpabili. Più di ogni altra cosa colpisce l’armonia dei corpi: Cristo sembra non avere peso, come se non fosse uscito da un blocco di marmo.

Pietà di Michelangelo Il volto della madonna è assorto in un dolore silenzioso e ha una caratteristica particolare: è il viso di una donna molto giovane, eppure, quando Gesù morì Maria doveva avere almeno 49 anni! Michelangelo volle accentuare di proposito la sua giovinezza, proprio come rappresentazione della vita eterna. La statua racconta forse il presagio, la visione che la Madonna ebbe della morte di Cristo al momento dell’Annunciazione.

Tiene il figlio morto in grembo come se fosse un bambino che dorme, ed è giovane, come quando Gesù era bambino: nello stesso tempo viene rappresentata come vergine e come madre. Sembra che la statua viva contemporaneamente in due epoche e in due avvenimenti.

Michelangelo volle raffigurare il tema del rimpianto, ma il rimpianto è una conseguenza, e lo mostra il gesto rassegnato della mano della Madonna: sembra dire che la previsione della morte di Cristo, purtroppo, si è avverata. La statua diventa un viaggio nel tempo dal passato al futuro, senza passare per il presente.

La composizione si sviluppa a forma di piramide: ricorda il triangolo con cui viene rappresentato Dio proprio per sottolineare che tutto rientra in un progetto divino, che va al di là del dolore e della pietà umana.

Pietà di Michelangelo Ma la scena più realistica e forse per questo la più drammatica è il braccio di Cristo caduto, inerme, questi a mostrare che è preda dell’abbandono inesorabile della morte. Michelangelo usò la drammaticità del gesto anche per dare movimento e profondità alla scultura, e lasciare che la luce scivolasse e si posasse sulle pieghe dell’abito e sul corpo ossuto di Gesù.

Questa è una delle immagini più note e copiate della storia dell’arte (da Caravaggio nella “Deposizione” a Jean Louis David ne “La Morte di Marat”). Oggi è possibile ammirare lo splendido capolavoro solo attraverso una lastra di vetro, dopo che nel 1972, uno squilibrato si avventò contro la statua e la colpì con un martello danneggiando il viso e la mano della Madonna.

La scultura provoca inevitabilmente stupore ed emozione e ha un’altra particolarità: è l’unica opera firmata da Michelangelo. L’artista, noto per il suo carattere scontroso e suscettibile, quando si accorse che un altro scultore si era spacciato per l’autore del capolavoro, andò su tutte le furie, tornò con martello e scalpello e, senza esitare, incise subito la sua firma all’altezza della cintura della Madonna e da allora la paternità dell’opera non fu più vittima di equivoci.