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- Piazza della Signoria -

Se si dovessero indicare le immagini che meglio rappresentano Firenze, molto probabilmente se ne sceglierebbero due: la spettacolare cupola del Brunelleschi, immancabile nella tradizionale iconografia fiorentina, insieme agli altrettanto celebri scenari di quella che è considerata una delle più belle piazze d'Italia: Piazza della Signoria.

Fin dai tempi in cui a Firenze si andava costituendo quella comunità attiva, intraprendente e concreta che caratterizzerà a lungo la sua storia, Piazza della Signoria ha sempre rappresentato il luogo simbolo della vita civica della città, in antitesi al centro religioso, sviluppatosi intorno al Duomo.

Questa piazza, emblema alternativamente del governo repubblicano e di quello della Signoria e del Granducato, racconta la storia più gloriosa di Firenze attraverso il fascino delle sue architetture e delle sue eccezionali opere d'arte. È stata teatro di eventi importanti e persino di esecuzioni capitali, come quella del frate domenicano Girolamo Savonarola, impiccato e arso in questo luogo il 23 maggio del 1498, come ricorda una lastra di granito della pavimentazione, quasi al centro della piazza.

Qui, nel '500, si organizzavano feste, spettacoli e tornei. Gonfalonieri della Repubblica così come Duchi e Signori hanno contribuito, nel tempo, ad arricchire questo luogo di preziose opere d'arte, trasformandolo in un eccezionale museo all'aria aperta.

Sul fronte principale della piazza spicca il volume massiccio di Palazzo Vecchio. Michelangelo realizzò per il governo repubblicano uno dei massimi capolavori del Rinascimento: il David. La statua verrà collocata nel 1504 davanti all'ingresso del Palazzo, come a sancire in modo monumentale il valore civico del personaggio, simbolo perfetto delle virtù repubblicane, il coraggio e la forza in difesa dello Stato.

Con la caduta delle istituzioni repubblicane e il ritorno a Firenze dei Medici, Palazzo Vecchio diventò residenza ducale. Il Granduca Cosimo I, nella tradizione dei suoi illustri predecessori, Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo il Magnifico, intraprese un vasto programma di opere pubbliche e di ristrutturazioni, volte tutte a celebrare a fini propagandistici la grandezza del suo governo.

Cosimo trasformò la Loggia dei Lanzi, sull'angolo destro della Piazza, in una spettacolare galleria all'aperto e vi fece realizzare un giardino pensile sulla terrazza. La Loggia, costruita nel secondo '300 come sede di assemblee e cerimonie pubbliche, fu utilizzata per ospitare i mercenari di Cosimo, i famigerati Lanzichenecchi, dai quali, appunto, prese il nome.

Sotto le sue raffinate arcate vennero collocate, oltre che una serie di importanti statue classiche, due notevoli gruppi manieristi: il Ratto delle Sabine, del 1583 e l'Ercole in lotta col centauro Nesso, del 1599, entrambi del Giambologna. Ma a spiccare era soprattutto il Perseo, capolavoro in bronzo di Cellini, oggi visibile in una delle sale degli Uffizi. Quando la statua apparve sotto la Loggia suscitò nei fiorentini un entusiasmo incredibile, tale che messaggi di lode, poesie e frasi di ammirazione furono per giorni lasciati ai piedi dell'opera.

Quelli del Granducato di Cosimo furono anni di grandi trasformazioni: nel 1577 Ammannati realizzò la monumentale fontana al centro della Piazza, detta il 'Biancone' in riferimento alla posa statica del Nettuno, e, nel '94, venne collocata, sul lato sinistro, la statua equestre in bronzo di Cosimo I, opera del Giambologna.

Ma il più importante intervento a scala urbana fu senz'altro quello realizzato nello spazio a sud della Piazza, verso il fiume, dove Vasari fu incaricato di costruire gli uffici delle principali magistrature dello Stato, che presero appunto il nome di Uffizi.

Salotto d'arte per eccellenza, Piazza della Signoria si configura inoltre come luogo della storia cittadina: la nobile e orgogliosa figura del David, l'imponenza di Palazzo Vecchio, i tesori della Loggia dei Lanzi e le eleganti architetture degli Uffizi scandiscono le tappe della gloriosa storia di questa città unica al mondo.