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- Palazzo Vecchio -

Sul fronte principale di piazza della Signoria spicca il volume massiccio di Palazzo Vecchio, con la sua ardita torre merlata. Nato per ospitare l'amministrazione pubblica sul finire del '200, è un tipico esempio di quell'architettura civile che si sviluppa nell'Italia dei Comuni, dove il palazzo del governo cittadino assume un'importanza solo di poco inferiore a quella della cattedrale.

Palazzo Vecchio, o Palazzo della Signoria, fu costruito su progetto di Arnolfo di Cambio a partire dal 1299, nelle forme di un parallelepipedo squadrato, concluso in alto da una galleria di guardia sporgente e merlata, e sormontato da una torre, del 1310, alta ben 94 metri, seconda per altezza soltanto alla cupola del Duomo.

L'architettura volutamente sobria e poderosa vuole comunicare i valori di giustizia e solidità del governo repubblicano, per il quale fu costruito, ma il Palazzo non smise di rappresentare un simbolo importante anche per i governi successivi.

Nel 1504 Palazzo Vecchio ha ospitato una delle più celebri dispute della nostra storia artistica. Pier Soderini, l'illuminato Gonfaloniere della Repubblica insediatasi dopo la cacciata dei Medici, chiama a confronto i due maggiori artisti fiorentini del tempo: Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti.

Si trattava di affrescare due pareti della Sala del Consiglio con due episodi fondamentali nell'affermazione della città, la battaglia di Anghiari, contro i senesi, e quella di Cascina, contro i pisani. Leonardo da Vinci è incaricato della prima, Michelangelo della seconda. Ma, mentre nella Battaglia di Anghiari Leonardo sperimentò una tecnica innovativa che non ebbe successo e che costrinse l'artista a interrompere il lavoro, mentre la Battaglia di Cascina non fu nemmeno eseguita. Dell'evento, trasformatosi in una vera e propria sfida tra questi due 'giganti' del Rinascimento, rimane traccia nelle cronache dei contemporanei, che fanno emergere la profonda incompatibilità di carattere oltre che professionale tra i due e rimangono le copie dei cartoni preparatori, realizzate da importanti artisti e oggi uniche testimonianze di questi due perduti capolavori.