ItalyGuides.it rivoluziona il tuo modo di fare il turista! Italia in Realtà Virtuale Viaggio virtuale a Firenze, la città del Rinascimento, Italia in Realtà Virtuale Audioguide su Firenze. Le Audio guide di Firenze in mp3 o iPod Mappa di Firenze - Mappa interattiva di Firenze, Piantina di Firenze, Cartina di Firenze Photo gallery di Firenze, galleria fotografica, Foto di Firenze Hotel a Firenze con prenotazione diretta online. Scegli tra più di 200 Alberghi a Firenze  Segway tour a Firenze
deuFrançaiseespItalianoEnglish

- Il Battistero di Firenze -

Dopo secoli di invasioni barbariche, la vita culturale a Firenze riprende a partire dal X-XI secolo. Le opere fiorentine di questo periodo, come il Battistero di San Giovanni (XI secolo), costruito su precedenti costruzioni romane, già esprimono un forte richiamo ai modelli dell'epoca classica: le forme sono geometriche, semplici, e rivelano con un'evidenzia immediata la propria razionalità e l'aspirazione a un equilibrio perfetto. L'edificio è l'immagine terrena di una realtà superiore, divina, e per questo tende a manifestarsi in forme assolute e dirette.

Nel romanico di queste architetture sobrie e rigorose non c'è spazio per eccessi di ornamenti e decorazioni e spesso anche gli interni sono ricondotti all'essenzialità dei volumi geometrici (vedi interno del Duomo di Firenze). Elemento distintivo del romanico toscano, e soprattutto di quello fiorentino, è la bicromia, ottenuta attraverso l'uso del marmo bianco di Carrara e verde di Prato.

Il Battistero si presenta come un compatto e imponente volume geometrico. La sua struttura ottagonale ha una fortissima valenza simbolica: l'ottagono rappresenta l'ottavo giorno, quello al di fuori dal ciclo terreno della vita umana, in cui Cristo risorge e vive in eterno, ed è un'immagine associata, fin dall'epoca paleocristiana, al rito del battesimo.

All'esterno, le famose porte bronzee scandiscono tre tappe fondamentali nella storia di questo monumento oltre che nell'evoluzione della cultura figurativa a Firenze.

Tra il 1330 e il 1336, Andrea Pisano aveva realizzato una prima porta in bronzo con figure dorate in rilievo, di impronta ancora decisamente gotica. Più tardi, nel 1401, fu indetto un concorso per una seconda porta (e sembra si tratti del primo concorso pubblico in tutta la storia dell'arte) e a vincere fu Lorenzo Ghiberti, con un'opera fondamentalmente vicina alla precedente, seppure dotata di maggiore profondità e naturalismo.

Ma quando, nel 1424, il Ghiberti, assegnatosi nuovamente l'incarico, presentò il progetto per una terza porta, fu chiaro a tutti che si trattava di qualcosa di profondamente diverso da quanto realizzato prima.

I rilievi erano più grandi e interamente dorati e le figure nelle varie formelle comparivano nella stessa scala, comunicando una maggiore chiarezza e comprensibilità. Ghiberti dimostrò la sua abilità nella resa dei minimi dettagli e nella varietà della rappresentazione delle figure umane ma, soprattutto, introdusse un elemento nuovo, la prospettiva lineare, aprendo così la porta alla definitiva affermazione del Rinascimento.

Ghiberti aveva superato se stesso per quella che fu chiamata la 'Porta del Paradiso', e il suo capolavoro si conquistò il posto d'onore sul portale di fronte al Duomo. Ai lati vi sono due colonne in porfido, con una storia curiosa. Di origine classica, furono donate ai Fiorentini dai Pisani, nel 1115, come ringraziamento per la collaborazione prestata da Firenze contro i musulmani. Ma le colonne sono spezzate: si racconta che arrivarono a Firenze già rotte, e che i Pisani le avessero ricoperte per nascondere il difetto.

All'interno, il mosaico di Coppo di Marcovaldo ricorda ai fedeli l'inesorabile giustizia divina, in una rappresentazione grottesca e concitata del Giudizio Universale (1260-1270). Quest'opera, con le sue figure mostruose e la narrazione drammatica e intensa, fu un importante riferimento per l'ambiente artistico fiorentino e lo stesso Giotto, nel suo Giudizio Universale della cappella degli Scrovegni di Padova, dimostra di averne assorbito la lezione.