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Nel viaggio in salita fra curve, colline e vigneti lungo l’antica via Francigena, le torri di San Gimignano appaiono come il profilo sempre più nitido di un paesaggio fantastico. Furono gli Etruschi a scoprire quel colle che domina la Val D’Elsa e che dopo un periodo di declino, quando la città rifiorì e diventò “Comune”, divenne celebre per una caratteristica che l’avrebbe distinto per sempre: le torri!

Quelle costruzioni spettacolari sorte nel XII secolo erano i vessilli di nobili famiglie che le costruivano per far valere la propria supremazia, ostentare ricchezza e celebrare le vittorie nelle lotte interne: quanto più alte erano le torri, tanto più potenti erano considerati i proprietari, mentre i perdenti vedevano la propria torre irrimediabilmente mozzata! Così, grazie a storie di lotte e di potere il profilo della città divenne quello di una Manhattan medievale e le procurò l’appellativo di “San Gimignano dalle belle torri” (San Gimignano of the fine towers) e da qualche anno anche il titolo di Sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (UNESCO World Heritage Site). Nel Medioevo le torri erano più di 70, ma le superstiti sono solo quattordici.

Ormai lontana dalle battaglie medievali, oggi San Gimignano resta un angolo elegante di medioevo dal fascino particolare che da sempre ha attratto scrittori, pittori e artisti.

1. Pianificare il viaggio

San Gimignano si trova nell’entroterra toscano, non troppo lontana dal mare e ha un clima mite proprio grazie alla sua posizione. Potenzialmente qualsiasi mese è l’ideale per visitarla, ma a Giugno qui si risveglia il medioevo.

Alla metà del mese, in occasione della “Ferie delle MessiSan Gimignano si riveste di bandiere e gonfaloni in un turbinio di colori sfolgoranti. Con questa festività, nel medioevo la popolazione celebrava i raccolti con canti, balli, giochi e la “giostra dei bastoni”: combattimenti a cavallo tra campioni armati di mazze di legno. Ancora oggi, i cavalli, i costumi, il pubblico che incita, lo rendono uno degli eventi più suggestivi dell’anno.

www.sangimignano1300.wordpress.com

2. Arrivare a San Gimignano

San Gimignano si trova in una posizione centrale rispetto alle principali località della Toscana: dista circa un’ora da Firenze, poco più di mezz’ora da Siena e più di un’ora da Pisa, quindi alloggiando nei paraggi è possibile visitarla in giornata, magari insieme a Volterra che dista circa 29 km. Il modo più semplice e rapido per arrivarci è in automobile. Considerate che all’interno della città il traffico è limitato e che tutti i parcheggi si trovano fuori dalle mura, ai piedi della collina. Se pianificherete il vostro viaggio per l’estate, non vi stupite se soprattutto ad agosto, nonostante l’elevato numero di parcheggi intorno alla città, sarà difficile trovare anche un solo posto!

ARRIVARE IN TRENO

La stazione ferroviaria più vicina a San Gimignano è Poggibonsi; da qui si procede in autobus o in taxi. L'orario dei treni è disponibile sul sito ufficiale delle ferrovie dello stato. www.trenitalia.com

ARRIVARE IN AUTOBUS

Uno dei modi più semplici per raggiungere la città è usare gli autobus che collegano San Gimignano a Siena e Firenze, ma non dimenticate che in molti casi bisogna cambiare autobus a Poggibonsi.

ARRIVARE IN AEREO

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Pisa e Firenze. Da qui si può noleggiare un’auto o proseguire con gli autobus di linea.

3. Dormire a San Gimignano

Le possibilità di fare della visita a San Gimignano un soggiorno d’arte e relax sono innumerevoli. Dal classico Hotel, all’agriturismo immerso nel verde dove degustare e acquistare prodotti biologici; dagli “affittacamere” (stanze all’interno di appartamenti privati, spesso con il bagno condiviso) alle “case vacanza”, fino agli appartamenti in affitto che vi offriranno un assaggio della vita quotidiana in un posto così pittoresco.

4. Mangiare a San Gimignano

Qualsiasi sia il motivo della vostra visita, non potrete lasciare San Gimignano senza conoscere almeno due dei suoi prodotti più celebri e gustosi: il primo è un vino da record, la Vernaccia, uno dei più antichi d´Italia, ha la stessa età della città ed è stato il primo a ottenere la “Denominazione di Origine Controllata (DOC)”. Veniva prodotto già nel Medioevo e ha seguito il declino di San Gimignano fino a quando nel dopoguerra si è rinnovato, diventando nuovamente celebre. Il nome deriva forse da Vernaculum che in latino vuol dire “locale”, quale prodotto più tipico di questo? Persino Dante Alighieri ne parla nella Divina Commedia, quando fra coloro che scontano i peccati di gola vede Papa Martino IV, ghiotto di Anguille di Bolsena affogate nella Vernaccia. Ma uno dei documenti più singolari che testimoniano l´apprezzamento per questo vino è quello del bottigliere di Papa Paolo III che nel 1541, richiedendo al Comune 80 fiaschi del prezioso vino, si lamentava del fatto che a San Gimignano si coltivassero troppo l´arte e la scienza e non la Vernaccia. Oggi se ne producono circa 5 milioni di bottiglie l´anno!

Il secondo prodotto, raro, gustoso e...colorato! è lo “Zafferano Purissimo di San Gimignano”. Fin dall’antichità è sempre stato una spezia pregiata e costosissima, e nel medioevo divenne fondamentale per l´economia della città, proprio per il suo valore e il suo costo: sembra incredibile, ma nel 1220 il comune pagò parte dei suoi debiti in zafferano! Ma cosa ha di così speciale? La sua impareggiabile purezza viene dal fatto che è coltivato da sempre con metodi assolutamente naturali, senza ombra di prodotti chimici; in più gli “stimmi”, il cuore rosso del fiore viola intenso dello zafferano, sono confezionati interi per preservare l’aroma fortissimo. Solo l´originale riporta la dicitura “Zafferano Purissimo di San Gimignano”.

Quando la scarpinata in salita vi avrà messo abbastanza fame, sarà il momento giusto per un break a base di formaggi, salumi, crostini e salse innaffiati da vini eccezionali, per poi concludere perché no, con un gelato in uno dei celebri “caffè” storici della città.

5. Esplorare San Gimignano

Nonostante le dimensioni davvero ridotte, San Gimignano è incredibilmente ricca di bellezze e angoli suggestivi nascosti e meno affollati, tutti da esplorare e va rigorosamente girata a piedi. Racchiusa fra le mura del ‘200 ha il suo cuore all’incrocio delle due vie principali fra due splendide piazze coronate da torri e case-torri, costruite per ostentare il potere di aristocratici mercanti e finanzieri.

Sono imperdibili la Loggia del Battistero, il Museo d´arte Sacra e con lo stesso biglietto la Collegiata di Santa Maria Assunta; poi su piazza del Duomo il Palazzo del Podestà e la Torre Rognosa, con i suoi 51 metri di altezza. Dal Palazzo del Popolo che si affaccia sulla Piazza del Duomo, si accede al museo civico. Il biglietto di ingresso è valido per tutti gli altri musei e offre l´occasione di ammirare affreschi, sinopie e stanze regali come quella in cui Dante tenne un discorso nel 1300 o quella in cui viene illustrata con dovizia di particolari la vita coniugale di due giovani.

Ma la parte fondamentale e anche molto impegnativa della visita è la scalata alla Torre Grossa: 200 scalini fra il primo e il secondo piano per arrivare a godere di una foresta di torri, e tetti che si affacciano sulla campagna circostante; se le forze non vi hanno ancora abbandonati, con un ultimo sforzo potrete arrivare poco a Nord del centro e ammirare la Chiesa romanica di Sant’Agostino.

Se avrete l’opportunità di allontanarvi dalla città, i dintorni di San Gimignano offrono una scelta inaspettata e multiforme: luoghi per godere di pace e tranquillità come la chiesa di San Vivaldo, a poco più di 15 chilometri, fondata in un bosco da un seguace di San Francesco o il Sacro Monte, dove i frati francescani realizzarono nel 1500 le miniature di tutti i luoghi sacri di Gerusalemme. E per chi apprezza la gastronomia anche la zona del Chianti, con le sue colline e i suoi vini indimenticabili, non è poi così lontana!