Il Colosseo, Roma Italia
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- Il Colosseo: gli spettacoli e i Gladiatori -

Entrando, davanti a noi troviamo l'arena. Lo spazio per le rappresentazioni, una volta formato da una pavimentazione mista di muratura e legno é oggi del tutto scomparso. Al suo posto vediamo però i sotterranei, dove erano alloggiati gli apparati di supporto alla preparazione e allo svolgimento dei giochi. Nei due piani sotterranei si trovavano ascensori e montacarichi, a contrappeso, dei quali oggi sono ancora visibili i binari, erano considerati gli effetti speciali dell'epoca, venivano infatti usati per sollevare velocemente animali e gladiatori che irrompevano sull'arena da botole, apparendo d'improvviso in una nuvola di polvere dando al pubblico uno strepitoso effetto sorpresa. Un complesso sistema di cerniere e strutture ad ascensore permetteva di far emergere anche sfondi scenografici di forte impatto, usati per gli spettacoli di caccia.

Le manifestazioni che vi si svolgevano erano ad un tempo simboliche e concrete e creavano un legame fra la cittadinanza e il suo capo attraverso la comune partecipazione ad importanti eventi pubblici avendo inoltre la non trascurabile funzione di divertire il popolo e sviare la sua attenzione su problemi diversi da quelli politici.

Ma cosa succedeva all'interno del Colosseo?

Diversi erano gli spettacoli che venivano rappresentati nell'anfiteatro: al mattino le "Venationes", ovvero la lotta fra animali esotici, o fra animali e uomini. Qualche volta come forma di esecuzione capitale la gente veniva esposta indifesa agli animali feroci. Spettacolari dovevano apparire le "Silvae", veniva ricostruito da pittori e scenografi un finto scenario nell'arena, con alberi e cespugli, tale da somigliare ad una foresta popolata da animali, che in questo caso non dovevano essere per forza massacrati. Ma anche spettacoli meno cruenti e sicuramente più singolari come la celebre esibizione di un elefante che sapeva scrivere con la proboscide parole sulla sabbia.

Da sfatare è la credenza che nel Colosseo venissero uccisi i cristiani come forma di spettacolo, questo avvenne in altre epoche ed in altri anfiteatri.

Fra tutti lo spettacolo più sospirato dal pubblico era sicuramente quello dei gladiatori. Verso mezzogiorno un clamore assordante saliva dalla platea, tra squilli di trombe, facevano il loro ingresso trionfale, i gladiatori in parata. Provenivano da una galleria sotterranea collegata direttamente alla Caserma dei Gladiatori, il Ludus Magnus e venivano accolti come veri e propri eroi, un po' come succede oggi per i campioni sportivi.

Compiuto un breve giro dell'arena, i gladiatori rendevano omaggio davanti al podio dell'imperatore salutando con le celebri parole "Ave Cesare morituri te salutant" (Ave o Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano).

Ma chi erano i gladiatori?

Il termine gladiatore deriva da Gladio, la spada corta usata dai legionari. Raramente si trattava di gente obbligata a combattere contro la propria volontà. Normalmente i gladiatori erano prigionieri di guerra ai quali si lasciava la scelta della schiavitù o l'ingaggio nell'arena per un periodo limitato, al termine del quale potevano guadagnare la libertà, spesso avendo anche messo da parte una discreta somma di denaro. Altri erano semplicemente spiantati in cerca di celebrità e ricchezza. La professione offriva oltre a buoni compensi un'enorme popolarità, soprattutto presso le donne, che arrivavano addirittura a pagare grosse somme pur di passare una notte di passione con uno di loro.

Dodici erano i tipi di gladiatori, c'era il "Reziario" armato di una rete, un tridente ed un pugnale; o chi lottava munito di uno scudo e di una falce, altri indossavano un elmo munito di creste una forte armatura ed impugnavano un giavellotto. I duellanti venivano scelti tra categorie diverse per rendere più avvincente lo spettacolo. Se il gladiatore sconfitto rimaneva ferito poteva chiedere la grazia alzando il braccio, allora il pubblico invocava la salvezza o la morte presso l'imperatore presente sul palco imperiale, che decideva la sorte dello sventurato: il pollice rivolto verso l'alto era un atto di clemenza, il pollice verso era morte per il gladiatore.

I vincitori venivano premiati con palme d'oro e con cospicue somme in denaro. Dopo ogni battaglia, inservienti vestiti da Caronte, il traghettatore dell'Ade, si accertavano che i caduti fossero realmente morti eventualmente pronti a dare il colpo di grazia. Il sangue dei gladiatori era molto ricercato, si credeva avesse funzioni terapeutiche in grado di guarire dall'epilessia e capace di donare maggior vigore sessuale.

Gli spettatori romani erano appassionati di spettacoli cruenti, manifestazioni che noi considereremmo a dir poco violente. La loro passione per questi spettacoli è paragonabile a quella che molti oggi provano per il genere cinematografico "splatter". Con un'unica sostanziale differenza: la crudezza della realtà. Basti pensare che durante i combattimenti in massa e nelle cacce, l'odore del sangue e della carne bruciata e quello degli animali selvatici diventava insopportabile e a nulla servivano i tentativi di mascherarlo con incenso e profumi.

(Virtual panorama author: Panoleku)