La grande Basilica di San Pietro, la più importante del mondo cristiano, è il monumento che riesce a riunire in un unico luogo fedeli e amanti dell’arte. È dedicata a Pietro, primo fra gli Apostoli, primo Papa e capo della Chiesa.

Per conoscere le origini della Basilica, bisogna andare indietro nel tempo di quasi duemila anni. Non fu per caso che sorse in questo luogo, ma fu edificata proprio dove l’apostolo venne ucciso e poi sepolto.

Pietro, chiamato così dallo stesso Gesù, perché scelto per essere la “pietra” su cui edificare la sua Chiesa, fu il più intraprendente tra gli Apostoli: subì il carcere e fu miracolosamente liberato, lasciò Gerusalemme per giungere fino a Roma, centro dell’Impero Romano. Qui fu vescovo e primo papa per 25 anni.

Durante la feroce persecuzione ordinata da Nerone, finì in carcere tra migliaia di altri cristiani e morì crocifisso, intorno al 64 d.C. sul colle Vaticano. Contrariamente a quanto si crede, i Cristiani non venivano giustiziati nel Colosseo, come molto spesso il cinema ha lasciato credere, ma all’interno dei circhi, e proprio qui, dove si estendeva il gigantesco complesso del circo di Nerone, circondato da palazzi, templi e giardini, avvenne dunque l’esecuzione e la sepoltura di Pietro, il primo e il più autorevole fra gli Apostoli di Cristo. La storia racconta che volle essere inchiodato alla croce a testa in giù, perché non si riteneva degno di essere crocifisso allo stesso modo del suo Signore.

L’area intorno al Circo di Nerone, lontana dal centro abitato, era considerata malsana e adatta solo alle sepolture. Qui, dopo il martirio di Pietro, cominciò immediatamente a crescere una grande venerazione e mentre le grandiose strutture del circo, con il passare dei secoli, andavano in rovina, si sviluppò una grande necropoli con sepolture pagane e cristiane.

Quando l’Imperatore Costantino, nel IV secolo, decise di erigere una grande Basilica dedicata a San Pietro, c’era bisogno di un solido basamento: i suoi architetti lo crearono sventrando il colle Vaticano e spianando la terra sopra le tombe. Molti sepolcri vennero interrati, nonostante le proteste dei loro proprietari che videro la necropoli sepolta a forza. Nacque così la prima Basilica che da allora ha rappresentato il centro fisico e spirituale della Cristianità. Era una costruzione spettacolare, che custodiva tesori d’arte e oreficeria.

Pare che i pellegrini del tempo rimanessero stupefatti di fronte a tante e tali meraviglie. La prima Basilica di San Pietro rimase in funzione per più di mille anni ed era molto diversa da quella attuale. La sua forma, ormai perduta, era la stessa che ha la Basilica di San Paolo fuori le Mura, costruita nello stesso periodo, con cinque navate delle quali quella centrale, colossale, era altissima.

L’edificio voluto da Costantino custodiva quello che per tutti era un monumento della cristianità: la tomba di San Pietro. Se ne conosce il punto esatto grazie alla forza della tradizione che ha tramandato il racconto e al fatto che i cristiani e soprattutto i primi papi avessero fatto a gara per essere sepolti il più vicino possibile al padre fondatore della Chiesa. Basti pensare che l’altare principale, quello col Baldacchino del Bernini della basilica attuale ancora oggi sorge al di sopra di quello di Costantino che era stato collocato esattamente sopra la tomba di San Pietro.

È davvero incredibile pensare che sotto l’altare, per più di dieci metri di profondità, si conservano ben duemila anni di storia.

Mille anni dopo la sua fondazione, la basilica costantiniana cominciava a dare segni di cedimento. All’inizio del 1400 papa Nicolò V e l’architetto Bernardo Rossellino, volendo costruire un edificio che superasse in magnificenza quello di Costantino, diedero il via ai lavori di quello che diventerà il più famoso e impegnativo cantiere del Rinascimento, conosciuto come la “fabbrica di San Pietro”, che durerà per ben 200 anni.

L’imponente costruzione di Costantino fu demolita per lasciare spazio alla nuova Basilica, quella che conosciamo oggi. Furono in molti, e tra i più prestigiosi artisti e architetti del tempo a succedersi sul cantiere e quasi 100 anni dopo il l’inizio dei lavori, furono Donato Bramante, prima, e Michelangelo poi, a ideare il rivoluzionario impianto della nuova costruzione.

Il primo progetto della Basilica Rinascimentale, quello del Bramante, era grandioso e molto ardito: costruire un‘immensa cupola, delle dimensioni di quella del Pantheon, sopra una chiesa altrettanto maestosa. La fabbrica di San Pietro proseguì fra cambiamenti in corso d’opera e interruzioni, finché, papa Giulio II non chiamò Michelangelo in persona affidandogli il compito di finire la basilica e di progettare la sua tomba monumentale, che diventerà l’ossessione dell’artista, che più tardi sarà incaricato dallo stesso papa di decorare la volta della Cappella Sistina.

La cupola fu una delle molte intuizioni geniali di Michelangelo, che modificò il progetto originario di Bramante, per dare maggior risalto alla cupola. La volle più grande di quella di Santa Maria del Fiore a Firenze, progettata da Brunelleschi, dalla quale però trasse sicuramente ispirazione.

La cupola infatti è sorretta da grandi travi curve, i costoloni, ma come per quella del duomo di Firenze il suo segreto è la doppia calotta: è come se fossero due cupole, una sopra l’altra, con un’intercapedine in mezzo. Fu una soluzione geniale perché la parte sottostante è la struttura portante, quella che sostiene tutto, la superiore invece, ha funzione di protezione. Michelangelo però, morì prima che la cupola fosse finita e i lavori furono terminati da Giacomo Della Porta, che la sopraelevò rendendola più snella e soda e portò a termine l’impresa in meno di due anni, contro i dieci pronosticati. Il risultato finale fu una struttura di 14 mila tonnellate, con la croce che si trova a ben 130 metri dal suolo.

Michelangelo, oltre a progettare il “cuppolone”, come i romani chiamano affettuosamente l’enorme cupola, ebbe anche il merito di impostare con uno stile semplice e maestoso anche l’esterno della Basilica, che però fu realizzata da Carlo Maderno.

Quando nel 1626 la nuova basilica venne finalmente terminata e consacrata, pellegrini provenienti da tutta Italia e da tutta Europa ebbero modo di ammirare questo luogo sacro di immensa bellezza. La Basilica è così imponente che le sue vere proporzioni sfuggono a un primo sguardo: ad esempio, le statue di Gesù, Giovanni Battista e degli apostoli che si stagliano sulla sommità della facciata, ci appaiono piccole, ma in realtà sono dei giganti di quasi sei metri!

Tutto intorno alla chiesa il grandioso colonnato, opera di Bernini, racchiude la piazza di forma ellittica, nata per ospitare folle oceaniche dei fedeli, in uno spettacolare e metaforico abbraccio a tutta la cristianità. Viste dai fuochi dell’ellissi, le doppie colonne del portico creano un gioco prospettico assolutamente sorprendente, allineandosi alla perfezione fino ad apparire come una sola colonna. Anche la cupola, ben visibile da ogni angolo di Roma, proprio quando ci si trova ai piedi della Basilica, ecco che scompare, tutto merito di un’altra illusione ottica!

Sull’antico rettilineo che portava alla basilica, sin dal medioevo avevano sede gli ospedali e gli alberghi che davano sollievo e ospitalità ai pellegrini che giungevano da tutte le parti del mondo: si chiamavano Scholae, e ogni nazione aveva la sua. A San Pietro, infatti, per secoli sono giunti fedeli da tutte le parti del mondo, nobili, principi e re ma anche pellegrini vestiti di stracci, che affrontavano a piedi un viaggio lungo e faticoso che durava anche molti mesi, solo per poter salire quei gradini e pregare all’interno di questa straordinaria basilica.

In epoca fascista l’antico quartiere medievale di Borgo, che si trovava davanti alla piazza, fu demolito per realizzare via della Conciliazione, perché il Regime richiedeva strade ampie e rettilinee per ostentare il potere con manifestazioni e parate militari. Ai tempi di Bernini, e fino ai primi venti anni del ‘900, quando via della Conciliazione ancora non esisteva, l’apparizione della Basilica doveva avere un effetto ancora più spettacolare: dagli stretti vicoli del pittoresco quartiere medievale, si sbucava improvvisamente nell’immensa grandezza della piazza colonnata e si veniva colpiti dal candore della basilica che appariva all’improvviso lasciando letteralmente senza fiato.

Oggi la vista di San Pietro non lascia spazio all’immaginazione, ma resta comunque uno spettacolo mozzafiato in grado di provocare fra visitatori e pellegrini un profondo senso di smarrimento e ammirazione.