Fin dalle origini della città, il Campidoglio uno dei colli di Roma fu la sede della divinità e del potere e nonostante fosse il più basso e il meno esteso dei sette colli crebbe in importanza così tanto da diventare non solo una delle piazze più celebri di Roma, ma un luogo noto in tutto il mondo. Grazie alla sua posizione dominante sulla pianura dove nascerà Roma, il Campidoglio era già abitato fin dall'età del Bronzo. Il suo nome deriva probabilmente dal tempio di Giove Capitolino, in assoluto il tempio più importante dell’antica Roma dedicato alla triade di Giove, Giunone e Minerva.

All’inizio questo, in realtà, non era altro che un semplice altare; il tempio vero e proprio venne iniziato probabilmente dagli ultimi due re di Roma e terminato solo all'inizio della Repubblica. Qui si svolgeva il sacrificio finale delle maestose cerimonie che celebravano trionfalmente i generali di ritorno dalle battaglie vittoriose.

Il tempio di Giove Capitolino non era l’unico sul colle: dove oggi sorge l’antica chiesa di S. Maria in Aracoeli sorgeva il Tempio di Giunone Moneta (che vuol dire “ammonitrice”, dal latino moneo) e proprio al suo interno ebbe sede la prima zecca di Roma: è tutto merito dell’attributo della dea se oggi il denaro si chiama Moneta!

Durante il Medioevo la sommità del colle fu abbandonata e ridotta a un prato incolto dove pascolavano le capre, tanto che i romani la chiamarono “Monte Caprino”. Più tardi diventò la sede di un mercato e le antiche rovine romane vennero riutilizzate per la vendita: ad esempio per misurare il vino si usava una colonna antica svuotata, mentre la misura per il grano era ricavata nientemeno che dentro l’urna che aveva raccolto le ceneri dell’Imperatrice Agrippina.

Intorno all’anno Mille il Campidoglio divenne la sede dell’amministrazione della città, il luogo dove il popolo si riuniva per prendere le decisioni vitali. Sulle pendici del colle il Tabularium, l’antico archivio di Roma che era stato già trasformato in un castello fortificato, diventò il palazzo Senatorio, la sede del Senato cittadino e il piazzale davanti al palazzo fu destinato alle adunanze del popolo. Ancora oggi il colle resta il centro della vita pubblica romana, sede del sindaco e dell’amministrazione comunale.

Il nome del Campidoglio e la sua funzione diverranno celebri in tutto il mondo: tanto che dal Colle Capitolino derivano sia il termine “capitale”, sia la parola inglese “capitol”, che indica uno degli edifici più importanti della città, dove ha sede il Governo: basti pensare al Campidoglio di Washington, sede del Congresso degli Stati Uniti!

Oggi l’altura del Campidoglio appare quasi in secondo piano, rispetto al mastodontico Altare della Patria, un tempo invece era il luogo più elevato della zona, che da un lato dominava il foro, dall’altro il borgo medievale che si trovava dove oggi sorge Piazza Venezia.

La sistemazione perfetta e armoniosa che ci appare oggi, è un capolavoro frutto della maestria di Michelangelo che col suo genio riuscì a creare la prima piazza monumentale della Roma moderna. Nel 1500, infatti, la sommità del colle era diventata degradata e di difficile accesso, così papa Paolo III affidò all’artista il compito di risistemarla, affidandosi completamente al suo genio. All’epoca sul Colle esistevano solo due edifici: il Palazzo Senatorio, di epoca medievale e il palazzo dei Conservatori. Michelangelo rifece le facciate, aggiunse un terzo edificio, quello dove si trovano i Musei Capitolini e cambiò l’orientamento della piazza, per evitare che apparisse troppo lunga e stretta. Poi dispose il terzo palazzo in modo divergente, rovesciando la prospettiva e aprendola come una forbice. A completare il tutto Michelangelo aggiunse una monumentale rampa di collegamento che sale dolcemente fin sulla piazza.

Come San Pietro era il centro religioso, grazie a Michelangelo il Campidoglio divenne il centro politico della città. Fu una delle sue ultime, grandiose imprese, una piazza perfetta, da ammirare e fatta per ammirare dall’alto la grandezza di Roma nei secoli.