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Fin dal primo definirsi della città, il Campidoglio - uno dei sette colli di Roma - in posizione dominante sulla pianura romana, assolse la funzione di rocca, prima, e acropoli, poi, della città pagana.

Vi sorgeva, a partire dal VI secolo a.C., il grandioso tempio di Giove Capitolino, edificio principale del culto ufficiale della Repubblica, eretto dai re Tarquini su una delle due sommità del colle - detta, appunto, 'Capitolium'.

Durante il Medioevo l'area fu abbandonata e ridotta a pascolo e lì dove sorgeva il tempio di Giunone Moneta - sull'altra cima, detta dell'arce - sorse la chiesa di S. Maria in Aracoeli.

Nel Quattrocento l'area si sviluppò dal lato opposto al Foro, e l'area prese a configurarsi come uno tra i più grandi centri civici dell'Italia rinascimentale e, in seguito, la prima della Roma moderna: le trasformazioni dell'Ottocento ridussero la zona all'aspetto attuale, con gli scavi nell'area del foro, oltre il Campidoglio, con le massicce demolizioni intorno al Teatro di Marcello e con la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II.