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Il Palazzo Ducale, l'unico edificio di Venezia al quale, un tempo, spettasse questo nome, è certamente l'edificio più celebre della città, il simbolo più rappresentativo della sua civiltà e delle sue vicende storiche, politiche e culturali. Insieme con la basilica di San Marco sullo sfondo e la piazzetta in primo piano, contribuisce a disegnare uno degli scenari più famosi al mondo.

È un esempio unico: è più monumentale di qualsiasi edificio pubblico e più prezioso persino di una residenza principesca. Ancora oggi conserva il fascino di uno dei più splendidi palazzi mai costruiti, intorno a cui sono nati i miti che hanno reso grande Venezia e il suo millenario governo.

Per secoli ha svolto tre ruoli fondamentali: era la residenza del Doge, la sede del governo della città e il palazzo di giustizia. È in questo luogo che sono state prese molte tra le più importanti decisioni che hanno determinato il destino di Venezia e, a volte, persino d'Europa.

Inizialmente, quando venne edificato nel IX secolo dopo Cristo, aveva l'aspetto di un castello, più che di un palazzo, con quattro torri di avvistamento e alte mura difensive. Si trovava, in effetti, in una zona strategica per il controllo della città, in prossimità dell'accesso al mare. Più tardi, a causa di una serie di incendi e di ricostruzioni successive, acquisì l'aspetto che ha oggi, quello, cioè, di uno dei più splendidi esempi dell'architettura gotica veneziana.

Questo imponente edificio ha una caratteristica, tipica delle architetture veneziane: la leggerezza. Nonostante le sue notevoli dimensioni, infatti, le decorazioni policrome della facciata, gli splendidi trafori delle logge gotiche simili a un prezioso merletto di pietra ci restituiscono l'immagine di una struttura elegante, per nulla massiccia.

Inoltre vi troviamo realizzata una raffinata 'trovata' architettonica: rispetto alla maggior parte dei palazzi medioevali del resto d'Italia è costruito esattamente all'inverso, con i loggiati sotto e la parete piena in alto, mentre, normalmente, si preferiva dotare questo genere di edifici di una base massiccia, assai meglio difendibile.

Il cortile interno di Palazzo Ducale si raggiunge attraverso la monumentale Porta della Carta, sulla Piazzetta di San Marco.

Come all'esterno, le facciate presentano il duplice motivo del porticato ai piani inferiori e della parete con ampie finestre nella parte alta. L'architettura, che accosta il marmo delle logge ai mattoni delle murature, riesce a coniugare un linguaggio insieme semplice e raffinato, espressione perfetta dello spirito della Repubblica.

Questo palazzo era un edificio strettamente funzionale e ogni elemento aveva una destinazione precisa. A partire dalla monumentale Scala dei Giganti, nel cortile del palazzo; fu realizzata tra il 1484 e il 1501 da Antonio Rizzo, a ridosso della facciata interna, e in seguito arricchita delle due colossali statue di Marte e Nettuno, opera del Sansovino (1554), da cui prende il nome.

Per secoli è stata il luogo deputato alla celebrazione di un rito importantissimo: l'elezione del Doge un avvenimento fondamentale per Venezia, celebrato con grande fasto.

Salito in cima, il doge riceveva il corno ducale, il tipico berretto risplendente, e sempre qui pronunciava la famosa Promissione, la promessa, cioè, di difendere e rispettare per sempre la costituzione della Serenissima Repubblica.