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Santa Maria della Salute

Venezia fu attaccata più volte e con esiti disastrosi da un terribile nemico: la temutissima Morte Nera. La peste arrivò per la prima volta a Venezia nel 1347, con una nave proveniente da Caffa. Fu una catastrofe di dimensioni spaventose: più dei 3/5 della popolazione morirono nei diciotto mesi successivi.

In seguito, la Morte Nera colpì altre volte, compresa la terribile epidemia del 1630, che uccise un terzo della popolazione. Fu in questa occasione che i veneziani rivolsero alla Vergine la promessa di edificare in suo onore una chiesa, in cambio della salvezza. E nel 1631, sconfitta la peste, venne eretta, in ringraziamento, la Basilica di Santa Maria della Salute, su progetto di Baldassarre Longhena.

La Basilica, adiacente alla Dogana, risalta sul paesaggio veneziano per il suo colore bianco e per le forme della sua architettura, aderenti più al classicismo rinascimentale che a quello tipico veneziano.

A ricordo della salvezza ottenuta in dono, venne collocata sull'altare la scultura della Vergine col Bambino dell'artista fiammingo Le Court: da un lato Venezia, nella rappresentazione di una nobile donna, si inginocchia in atteggiamento supplice, mentre dall'altro la Peste, raffigurata come una vecchia, fugge cacciata da un angelo.

Sulla punta che divide il Canal Grande dal canale della Giudecca si trova la Dogana, costruita nel XV secolo e ristrutturata nel Seicento. Qui venivano controllati i carichi delle navi mercantili. La sua forma triangolare richiama la prua della nave e, sull'estremità verso la laguna, la statua della Fortuna governa il mondo, raffigurato come un globo d'oro sorretto da due giganti.

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