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Orvieto (Umbria), Italia

Torre del Moro

La Torre del Moro è uno dei più affascinanti monumenti di Orvieto, situata simbolicamente nel punto di intersezione dei quattro quartieri che compongono la città.

Il panorama che si gode dall’alto della sua terrazza è davvero da togliere il fiato, con una vista circolare sull’intero territorio orvietano e sulle vallate e colline che circondano la rupe.

La salita sull’apice della torre regala oggi un’esperienza visivamente appagante e lascia immaginare chiaramente quale fosse l’utilità della stessa tanti secoli addietro, quando le nobili famiglie che avevano il dominio sulla città dovevano guardarsi dai frequenti attacchi di brigate e capitani al soldo delle casate avversarie.

La torre e il Palazzo dei Sette

La torre forma un unicum con il sottostante Palazzo dei Sette, così chiamato perché un tempo ospitava i sette Magistrati che rappresentavano le arti e corporazioni cittadine.

Successivamente il palazzo passò tra i possedimenti pontifici ed è per questo che la torre fu chiamata a lungo Torre del Papa. Nel corso del XVI secolo assunse la denominazione attuale, probabilmente in onore di uno dei signori dell’epoca, tale Raffaele di Santo, detto il Moro.

Alcune fonti storiche suggeriscono che il Palazzo dei Sette ospitò, nel XVI secolo, anche Antonio da Sangallo il Giovane, grande architetto rinascimentale, artefice dell’ingegnoso Pozzo di San Patrizio e noto per aver collaborato anche alla realizzazione della Basilica di San Pietro in Roma.

I quattro quartieri di Orvieto

La peculiare collocazione della Torre del Moro al centro della città si deve all’intervento di revisione urbanistica della fine del XIII sec., quando la città venne divisa nei quartieri Olmo, Corsica, Serancia e S. Maria della Stella.

Le linee di confine dei quartieri dividono perfettamente la città in quattro parti e la Torre del Moro si trova proprio nel punto d’incontro tra la direttrice di Corso Cavour, via Duomo e via della Costituente, come testimoniato dalle targhe dedicate ad ogni quartiere, poste in prossimità della torre.

La struttura della Torre del Moro e le sue campane

Vista dal basso, Torre del Moro appare snella e slanciata, con la sua pianta quadrata perfettamente allineata con i quattro punti cardinali. L’ingresso è sormontato da alcuni pregevoli stemmi araldici in pietra.

La struttura è in pietra tufacea locale e si erge per 50 metri in altezza, che culminano in un sistema a due campane poste sulla sommità della torre. 

La campana più grande era in origine posizionata su Palazzo del Capitano del Popolo e reca un pregevole ornamento a simboleggiare le 25 Arti e il sigillo della città. Realizzata nel 1313, fu trasferita sulla Torre del Moro nel corso dell’800, così come la campana più piccola, che invece proviene dalla Chiesa di Sant’Andrea.

Negli stessi anni fu aggiunto anche il grande orologio meccanico, ben visibile in prossimità della vetta. 

Il più bel panorama sul territorio di Orvieto

L’ascesa sulla scalinata interna della Torre del Moro è uno degli appuntamenti imperdibili per chi visita Orvieto. Gli ampi gradini rivestiti in legno, accompagnati da corrimano e protezione in metallo, assicurano una salita non troppo faticosa, che viene ampiamente ripagata dallo splendido panorama in cima. In ogni caso, è disponibile anche un ascensore che permette di percorrere in tutta comodità parte della salita.

Passeggiando per le ariose vie cittadine, in un’atmosfera che pare sospesa nel tempo, il puntuale rintocco delle campane della Torre del Moro vi invita ancora oggi a scoprire il più suggestivo belvedere sulla città e sui verdi dintorni della rupe orvietana: un’esperienza da non lasciarsi sfuggire. 

Curiosità: sulla base della Torre, su via della Costituente, è presente un’iscrizione tratta dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, che rimanda alle accanite contese medievali tra i potenti casati locali dei Monaldeschi e dei Filippeschi: "Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura, color già tristi, e questi con sospetti!"