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- Il Circo Massimo -

La forma e la struttura del Circo Massimo cambiò di pari passo al consolidamento dell’importanza di Roma e all’affermazione delle corse dei carri, una delle più grandi passioni dei romani tale da diventare quasi una mania.

La prima costruzione del VII secolo a.C., opera di Tarquinio Prisco era in legno, ma all’apice del suo splendore, il Circo Massimo doveva essere completamene lastricato di marmi e travertini, con due grandi obelischi egiziani posti al centro della pista, uno dei quali, di Ramsete II, oggi si erge in Piazza del Popolo, l’altro di Thutmosi III proveniente da Tebe, in piazza San Giovanni in Laterano.

Il Circo Massimo fu il più grande impianto sportivo mai costruito. Pensate che poteva ospitare quasi trecentottantamila spettatori che avevano accesso gratuito alle gare. Ad ogni gara partecipavano quattro squadre (le factiones), ognuna identificata da un colore.

Le corse classiche erano quelle delle quadrighe e delle bighe, rispettivamente un carro trainato da quattro o due cavalli i cui conducenti detti "aurighi" venivano ingaggiati e ceduti alle altre squadre per somme paragonabili a quelle con cui si acquistano oggi i maggiori fuoriclasse sportivi.

Ma al Circo Massimo non si svolgevano soltanto corse: Cesare vi fece simulare una battaglia con circa mille fanti, seicento cavalieri e quaranta elefanti. Le gare erano molto rischiose qualsiasi tipo di colpo basso era ammesso. Gli scontri fra i carri erano frequenti. Le cronache traboccano di scontri violentissimi, spesso fatali e dei nomi di giovani aurighi periti fra i rottami del proprio carro.

Ma i pericoli non erano solo a livello agonistico. Poteva capitare che imperatori esaltati come Vitellio o Caracalla facessero giustiziare una squadra perché minacciava la vittoria dei propri beniamini, o soltanto perché li aveva delusi.

Seguire una gara al Circo Massimo non era pericoloso soltanto per gli atleti ma anche per gli spettatori. Decine sono le cronache che narrano di incidenti mortali che coinvolsero anche il pubblico. All’ordine del giorno erano vi episodi di carri che perdevano il controllo e rovinavano con violenza sul pubblico, con ovvie drammatiche conseguenze.

Gli ultimi giochi furono organizzati attorno al 549 d.C. Nel medioevo divenne luogo di fortificazioni, poi a causa anche del decentramento urbano subito da questa zona, il Circo Massimo cadde in disuso e iniziò un lento e progressivo disfacimento, dovuto alle predazioni di marmi e pietre ed a un progressivo interramento, che tutt’oggi ricopre gran parte dell’edificio.

Oggi il Circo Massimo gode di una rinnovata popolarità fra i giovani, grazie allo svolgimento di grandi manifestazioni, come concerti e spettacoli a volte anche di rilevanza mondiale e la partecipazione dei maggiori artisti internazionali. Continuando così una tradizione che va avanti da ben duemilasettecento anni.