Non c’è collezione al mondo che possa vantare una selezione tanto esclusiva di capolavori d’arte quanto la Galleria degli Uffizi. Il museo, in uno spazio espositivo che occupa circa 8000 mq e 45 sale, ospita un patrimonio artistico immenso, comprendente migliaia di quadri che vanno dall'epoca medievale a quella moderna, un gran numero di sculture antiche, di miniature, di arazzi. Con un milione e mezzo di visitatori l’anno, oggi gli Uffizi sono una delle principali mete turistiche al mondo. Tra i suoi primati, c’è anche quello di essere stato aperto al pubblico fin dal 1591 - quando le sue stanze venivano aperte a chiunque ne facesse richiesta.

La storia di questa straordinaria collezione si sviluppa in un arco di circa quattro secoli. Fin dal suo nucleo originario, la galleria è testimonianza della straordinaria vocazione al mecenatismo non soltanto dei Medici, ma anche di governanti e di un gran numero di illustri famiglie fiorentine. Nella Firenze del passato, l’arte è la più straordinaria rappresentazione del prestigio sociale ed è grazie alla mentalità aperta e illuminata di ricchi banchieri, mercanti e signori, che oggi possiamo ammirare capolavori come il Tondo Doni di Michelangelo o la Madonna del Cardellino di Raffaello nelle sale degli Uffizi.

La Galleria è ospitata nell'edificio fatto realizzare a metà del Cinquecento da Cosimo I dei Medici ed è uno degli episodi più significativi della serie di importanti trasformazioni architettoniche e urbane che trasformeranno Firenze nella capitale di una ricca e prestigiosa monarchia. Il museo deve il suo nome alla sua antica funzione: gli Uffizi, infatti, nascono per ospitare gli uffici delle tredici magistrature fiorentine che regolavano l’amministrazione dello Stato mediceo.

Il progetto è affidato all’architetto Giorgio Vasari, all’epoca già impegnato nell’ampliamento di Palazzo Vecchio. Nella piazza lunga e stretta, occupata originariamente dal porto fluviale, Vasari realizza due lunghi edifici paralleli, collegati sul lato corto verso l’Arno. Il complesso ad ‘U’ sembra abbracciare il piazzale e realizza uno spettacolare cono prospettico sia verso il fiume che, sul lato opposto, verso lo splendido scorcio di Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

Il disegno dell’architettura è sobrio ed elegante e ricorda, nel contrasto tra la pietra grigia e l’intonaco chiaro, il tipico stile fiorentino. I lunghi porticati sono una novità architettonica: al posto dei tradizionali archi, infatti, vi sono lunghe cornici orizzontali che accentuano la profondità dello spazio e funzionano da vere e proprie linee di fuga, convogliando l’attenzione verso lo scenografico fondale sull’Arno.

Nel 1565 il complesso è praticamente terminato e, nello stesso anno, in occasione del matrimonio di suo figlio Francesco con Giovanna d’Austria, Cosimo I fa realizzare dal Vasari il celebre collegamento sopraelevato conosciuto come ‘corridoio vasariano’. Il lunghissimo percorso parte da Palazzo Vecchio, attraversa gli Uffizi, passa su Ponte Vecchio e, infine, giunge a Palazzo Pitti, residenza dei Medici.

Il corridoio garantiva al principe la possibilità di vigilare di nascosto sul lavoro svolto dalle magistrature e di fuggire rapidamente nella sua nuova dimora in caso di sommossa popolare. Ancora oggi, passare per il corridoio è un’esperienza intrigante: guardando attraverso le piccole finestre e i numerosi affacci, si ha come l’impressione di spiare dall’alto la gente in strada. Si tratta di un luogo davvero affascinante e misterioso: ma la maggior parte dei visitatori che affollano il museo, non immagina che dietro un comune portone si celi anche un grande tesoro: nel percorso, infatti, è ospitata la più completa collezione europea di autoritratti di artisti, ottenuti spesso in dono dalle mani degli stessi autori. Come Chagall, che si recò personalmente a Firenze, per consegnare il suo.

Il processo con cui si è costituito il ricchissimo patrimonio della Galleria non è stato breve e ha interessato più secoli, a partire soprattutto dal Seicento. Il museo si è arricchito spesso delle opere collezionate negli anni dai Medici. Come per la straordinaria raccolta di miniature di Leopoldo de’Medici, che conta quasi 1400 pezzi e che è seconda soltanto a quella del Victoria and Albert Museum di Londra. O la vastissima antologia archeologica, iniziata da Lorenzo il Magnifico, che fino all’Ottocento era il principale motivo di interesse della Galleria. Nel complesso è inoltre ospitato il Gabinetto di Disegni e Stampe, che comprende una raccolta di arti grafiche tra le maggiori al mondo, con circa 120.000 opere dei più grandi maestri toscani, da Leonardo Da Vinci a Michelangelo.

Ma gli Uffizi sono soprattutto una grandiosa pinacoteca, il cui nucleo più antico è rappresentato dalla saletta ottagonale disegnata dal Buontalenti, la celebre Tribuna, ideata per ospitare la magnifica collezione medicea di dipinti, gioielli, medaglie e strumenti scientifici. Il museo può vantare uno dei più straordinari patrimoni artistici di tutti i tempi comprendente dipinti di scuole italiane e straniere dal Medioevo al Settecento.

Si parte dal Duecento di Cimabue, per arrivare, nell'ultima sala, a Tiepolo, Canaletto e Guardi. Risalta, soprattutto, l'insuperabile selezione del Rinascimento fiorentino e italiano, con alcune delle più straordinarie opere di Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Piero della Francesca o Paolo Uccello. Vi è inoltre la più grande raccolta di dipinti di Botticelli, tra cui La Nascita di Venere e la celeberrima Primavera.

L'eccezionalità degli Uffizi risiede anche nel suo sorprendente processo costitutivo: è il frutto dell'opera continua, unica e straordinaria, del collezionismo colto e appassionato di regnanti e principi cadetti. E, in questo senso, possono certamente rappresentare l'impresa più grandiosa che la stirpe dei Medici abbia saputo concepire.