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Palazzo Pitti

 

Con le sue eccezionali dimensioni, Palazzo Pitti è il più grande palazzo fiorentino. Si tratta, piuttosto, di una vera e propria reggia, la cui architettura, imponente e sontuosa, ha fatto da modello alle principali dimore reali, da Vienna a Madrid, da San Pietroburgo a Parigi. Visitare il Palazzo è un’esperienza davvero straordinaria: vi sono i Raffaello e i Tiziano più belli del mondo, gli oggetti d’arte e gli arredi amati e collezionati dai Medici. Vi hanno sede alcuni dei maggiori musei della città e vi è, inoltre, un magnifico parco, il giardino di Boboli, che è il prototipo di tutti i giardini all’italiana.

Quella di Palazzo Pitti è una storia che si sviluppa nei secoli e che prende il via, nel Quattrocento, dalla rivalità tra due delle principali famiglie fiorentine: i Pitti e i Medici. La tradizione vuole che il ricco banchiere Luca Pitti si sia rivolto al Brunelleschi e avesse scelto il progetto di un palazzo scartato da Cosimo il Vecchio de’ Medici perché troppo grande e costoso. Pitti avrebbe persino imposto che le finestre del suo nuovo palazzo fossero più ampie del portone di quello di Cosimo che, nel frattempo, aveva scelto una dimora più sobria e meno suscettibile di invidie.

La costruzione iniziò intorno alla metà del Quattrocento e il palazzo divenne la dimora più grande e sfarzosa dell’epoca. Fu immediatamente presa a modello per ogni altro edificio rinascimentale, non solo della città.

Un secolo più tardi, i Pitti, oberati dai debiti, furono costretti a vendere e, per ironia della sorte, il palazzo fu acquistato proprio dagli antichi rivali, i Medici. Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I aveva contratto la tubercolosi e riteneva che la residenza dei Pitti, situata nella zona di Oltrarno, fosse più salubre della dimora ducale in centro città, da allora denominata Palazzo Vecchio. Ha qui inizio una nuova fase della storia dell’edificio: i Medici ne fecero la loro sontuosa residenza ufficiale e incaricarono l’architetto Bartolomeo Ammannati di completare e, soprattutto di ingrandire l’edificio.

Raddoppiata la profondità del volume interno, il disadorno palazzo quattrocentesco si trasformò nel più monumentale dei palazzi fiorentini del tardo-rinascimento.

Il più scenografico tra gli elementi aggiunti dall’Ammannati fu senza dubbio l’imponente cortile porticato. Costruito nella seconda metà del Cinquecento, è concepito come uno spettacolare affaccio verso la collina e il parco di Boboli, in un insieme possente di portici, logge e finestre a più piani.

Il cortile fu spesso teatro di eventi memorabili, come una battaglia navale combattuta tra venti navi turche e cristiane, in occasione della quale fu allagato per quasi due metri. O le celebri nozze tra Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, che passarono alla storia per lo sfarzo dei festeggiamenti.

Lo spettacolare giardino di Boboli, alle spalle del Palazzo, fu voluto dai Medici, che ne curarono personalmente la sistemazione. È uno degli esempi più grandiosi ed eleganti di giardino all’italiana, e venne concepito come una naturale prosecuzione del cortile ideato dall’Ammannati.

Alla fine del Settecento il Palazzo passa alla dinastia dei Lorena, granduchi di Toscana. Al corpo principale del palazzo vengono aggiunte le due ali laterali e gli interni sono ristrutturati secondo il gusto neoclassico dell’epoca. Ma il contributo principale dei Lorena è quello di aver organizzato e aperto al pubblico, nel 1828, la grandiosa collezione di opere della Galleria Palatina, ospitata nel piano nobile del palazzo.

La Galleria Palatina, cioè ‘di palazzo’, è la più spettacolare raccolta di quadri che sia stata creata tra il Sei e il Settecento. L’intera collezione fa parte dell’immenso patrimonio artistico appartenente ai Medici e non esposto agli Uffizi, arricchito da numerosi e successivi acquisti.

Nelle sale, sotto le volte barocche sontuosamente affrescate, sono esposti alcuni dei dipinti più famosi al mondo. La raccolta comprende capolavori assoluti della pittura italiana: vi si trova il più cospicuo numero di opere di Raffaello, vi sono alcuni tra i più famosi Tiziano, come il celeberrimo Ritratto di Gentiluomo. Oltre ai famosissimi dipinti di Caravaggio, Rubens e Van Dyck si può ammirare un insieme di dipinti del Seicento olandese, di particolare interesse per la rarità e la qualità delle opere.

Con l’avvento del Regno d’Italia palazzo Pitti passò ai Savoia e il piano nobile diventò sede di rappresentanza della famiglia reale. L’unico intervento architettonico di rilievo fu lo scalone monumentale verso il giardino di Boboli. Infine, nel 1919 Palazzo Pitti fu donato dal re Vittorio Emanuele III allo stato italiano, insieme con la piazza e il giardino. Dopo quasi quattro secoli finiva la sua funzione di residenza regale.

Oggi Palazzo Pitti è sede di ben 5 distinti musei, articolati per diverse tematiche espositive.

Oltre alla citata Galleria Palatina il palazzo ospita, al primo piano, gli Appartamenti reali, con i fastosi arredi e le opere d’arte dei tre diversi periodi in cui il palazzo fu residenza dei Medici, dei Lorena e dei Savoia. Vi sono poi il Museo degli Argenti, quello delle Porcellane e la Galleria d’Arte Moderna. Nelle sale della palazzina della Meridiana, aggiunta nell’Ottocento, è ospitata la Galleria del Costume, il più importante museo della moda in Italia, che espone abiti antichi e moderni, accessori e costumi teatrali. In continuità con questa collezione, Pitti ospita, ogni anno, il più importante evento italiano riguardante la moda, Pitti Moda.

Oggi, sono trascorsi quasi cinque secoli da quando Luca Pitti ne ordinò la costruzione e il Palazzo che i Medici vollero continuare a chiamare col nome del suo fondatore è una testimonianza viva e fedele della storia non soltanto fiorentina. Entrare, oggi, a Palazzo Pitti non vuol dire soltanto visitare un museo: in effetti, è un’immersione nella bellezza, quella che si compie in questo straordinario viaggio che coniuga storia, arte e spettacolo naturale in modo unico ed indimenticabile.