Villa Borghese, Roma Italia
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- Villa Borghese -

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Foto di Villa Borghese

Con la sua forma, che vista dall'alto ricorda un cuore, ed i sei chilometri di perimetro, Villa Borghese è davvero il Cuore Verde della città, che ha resistito agli oltraggi del tempo, del traffico e del cemento e che riesce ancora ad attrarre romani e turisti in cerca di refrigerio o di semplice relax, anche se a pochi passi da uno dei punti più caotici della città. La villa si trova fra la zona di Piazzale Flaminio, Porta Pinciana ed i novecenteschi quartieri Salario e Pinciano.

Le sue origini risalgono al 1605, quando papa Paolo V elesse cardinale suo nipote Scipione Caffarelli dandogli il cognome e lo stemma della famiglia Borghese, ma ad una condizione: che costruisse la più lussuosa e magnifica dimora aristocratica a Roma, per ostentare il potere e lo status della famiglia.

Questa, sorta dove un tempo c'erano solo vigne, divenne Villa Borghese, nata non solo per diventare un museo che ospitasse la ricca collezione d'arte del cardinale, ma anche come un'autentica "Villa di delizie"! 

Alla costruzione collaborarono architetti illustri come l'olandese Jan Van Staten (in italiano Vasanzio), e alla sistemazione dei giardini partecipò anche Girolamo Rainaldi. Il progetto della villa Seicentesca prevedeva tre recinti indipendenti tra loro che delimitavano diversi giardini: il "Giardino boschereccio", con riquadri alberati; il "Giardino delle prospettive", disseminato di opere d'arte antiche; il parco, dalla vegetazione selvaggia e lussureggiante.

La villa doveva riservare sorprese in ogni suo angolo, dai Giardini segreti, col Casino dell'Uccelliera e quello della Meridiana, opera di Rainaldi, alla Valle dei Platani, da Piazza di Siena ai Giardini di Muro Torto. Più tardi venne creato anche il Giardino Zoologico.

Nel XVIII Secolo, dopo una netta espansione verso il Muro Torto, la villa fu restaurata e alcuni dei giardini furono risistemati. Nella Valle dei Platani un inglese, Jacob Moore, creò il Giardino del Lago e sempre in quegli anni fu edificato il Tempietto di Diana, le false rovine romane del Tempio di Faustina, il Casino dell'Orologio e fu sistemata Piazza di Siena.

Luigi Canina abbellì nuovamente la villa nell'Ottocento, ridisegnando i propilei verso Porta del Popolo, mentre negli stessi anni la splendida collezione d'arte all'interno della villa fu ceduta da Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte, a Napoleone che ne trasferì una gran parte a Parigi.

La villa è sempre stata cara ai romani, grati dell'accoglienza offerta loro dai Borghese, soprattutto perché nell'Ottocento la villa ospitava feste popolari e manifestazioni pubbliche ricche di effetti speciali; inoltre veniva aperta al passeggio nei giorni festivi, con svaghi a pagamento, gite in barca e persino una trattoria, tanto che il celebre poeta romano Gioachino Belli volle celebrarla in un sonetto esclamando: «Viva er core der prèncipe Borghese».

Singolari presenze erano i numerosi volatili dell'Uccelliera; oppure gli animali, spesso selvaggi o esotici, precursori del giardino zoologico che sarebbe sorto in quel luogo più tardi; ma anche "le conserve della neve", utilizzata d'estate per preparare bibite fresche e sorbetti.

Tra i suoi visitatori, ci furono anche gli immancabili illustri personaggi del Grand Tour fra i quali naturalmente Goethe e Stendhal, attratti anche dal rinomato mecenatismo della famiglia Borghese.

Nel 1901 lo Stato Italiano, dopo un lungo contendere con i Borghese, decise di acquistare l'intero parco, cedendolo poi al Comune di Roma.

Villa Borghese rimane uno degli spazi verdi più noti e frequentati di Roma, fosse anche per una breve pausa-pranzo o per una uscita domenicale; non mancano i luoghi di svago, cinema, ristoranti, teatro e soprattutto le manifestazioni estive all'aperto; ma la villa offre anche luoghi romantici, come il Giardino del Lago, che ancora oggi rimane un bell'angolo appartato e intimo.

Nonostante, in memoria del re ucciso la villa fosse stata denominata Villa Umberto I, per i romani e per i turisti è e sarà sempre Villa Borghese.