Piazze e Fontane celebri di Roma, Italia
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- Trinità dei Monti -

La Chiesa di Trinità dei Monti è forse molto più nota per la sua collocazione che per le opere che contiene. È un piccolo gioiello che è cambiato coi secoli fino a diventare una delle cartoline più celebri della Città Eterna.

Si staglia dall'alto della scalinata che prende il suo stesso nome e domina Piazza di Spagna come una scenografia alla quale non si può rinunciare.

Eppure fino ai primi del 1500 l'area su cui più tardi fu edificata la chiesa era un enorme vigneto, donato dal re di Francia Carlo VIII a un ordine di frati.

Tutta la zona della Trinità dei Monti era sempre stata, già dal XVI secolo, un'area d'influenza francese; e nel XIX secolo fu trasferita poco lontano da qui, a Villa Medici, anche l'Accademia di Francia.

Furono francesi anche i finanziamenti stanziati per realizzare la celeberrima scalinata, che fu creata intorno al 1725 da Francesco De Sanctis. Doveva celebrare la pace tra Francia e Spagna, collegando Piazza di Spagna (che si chiama così per via dell'ambasciata iberica) alla chiesa francese.

Anche i due orologi sulla facciata segnano l'uno l'ora di Roma, l'altro quella di Parigi e la messa celebrata nella chiesa è in lingua francese.

La prima parte della chiesa fu costruita in stile gotico nei primi decenni del 1500 e il luogo di culto fu consacrato nel 1585 da papa Sisto V. Più tardi, nel XVI secolo, l'edificio gotico fu ampliato e fu creata la celebre facciata con i due campanili simmetrici, opera di Giacomo Della Porta e di Domenico Fontana. Fu quest'ultimo a creare anche la scalinata a doppia rampa che porta all'ingresso della chiesa.

Davanti a Trinità dei Monti, verso la fine del XVIII secolo papa Pio VI fece innalzare l'Obelisco Sallustiano, l'ultimo dei grandi obelischi innalzati nella Roma papale, realizzato in epoca romana, che imitava gli obelischi egiziani.

All'interno, la bellissima Deposizione di Cristo e tutto il ciclo di affreschi di stile Manierista in una delle prime cappelle sono opera di Daniele da Volterra, un discepolo di Michelangelo che dopo la morte del maestro venne soprannominato “braghettone”. A lui infatti era stato affidato il compito di ricoprire con delle “braghe” le nudità del Giudizio Universale nella Cappella Sistina.