L'Aventino, Roma Italia
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- Piazza dei Cavalieri di Malta -

Lasciato il complesso di Sant'Anselmo, via di Santa Sabina si apre nella quieta Piazza dei Cavalieri di Malta, una piccola oasi che ha per confine un muro neoclassico decorato da obelischi e trofei militari e che conduce ad un celebre Portone. Ad una occhiata più attenta, sono ben visibili le tracce dei numerosi turisti che si accostano alla sua serratura che i romani chiamano affettuosamente "Il buco di Roma".

Non c'è bisogno di far girare una chiave, basta fare la fila e appoggiare giusto un occhio per godere di uno spettacolo incredibile: coronato dalla vegetazione sistemata ad hoc, ecco in prospettiva l'imponente "Cuppolone", come i locali amano chiamare la Cupola di San Pietro, che appare come per magia, spesso avvolto da una sottile misteriosa nebbia, in fondo al viale del giardino.

Tutta l'area apparteneva in origine ad un monastero benedettino fondato nel 939, retto da Oddone di Cluny, e che era sorto, a sua volta, su un palazzo fortificato appartenuto ad Alberico II. Nel XII Secolo divenne proprietà dei Templari, i celebri monaci-guerrieri e nel 1312, quando questi furono soppressi con violenza da Clemente V, fu sede del priorato dei Gerosolimitani. Nella seconda metà del 1400, infine, papa Paolo II concesse il monastero al Sovrano Militare Ordine di Malta.

Ai numerosi passaggi di proprietà corrisposero immancabili modifiche: il cardinale Benedetto Pamphilj vi creò una coffee house, che divenne un ritrovo di artisti; ma l'aspetto attuale è opera del celebre incisore Giovanni Battista Piranesi che restaurò l'edificio nella seconda metà del '700.

La piazza austera, fa da scrigno ad una delle vedute più belle e simboliche di Roma, e custodisce altri magici segreti: una leggenda racconta che tutto il colle Aventino sia un'immensa nave sacra ai Cavalieri Templari, pronta a salpare, un giorno, verso la Terra Santa; la parte che scende verso il Tevere sarebbe la prua, il labirinto di giardini e cespugli le funi, e gli obelischi gli alberi della nave.

Tutte le decorazioni visibili sulle architetture sono simboli ricchi di significati esoterici, legati soprattutto alla Massoneria, un codice, elaborato da Piranesi, che doveva essere comprensibile e chiaro solo a chi possedeva la giusta chiave di lettura.

Anche la sistemazione del giardino, si deve a Piranesi, che lo decorò con una fontana circondata da suggestivi resti archeologici, fra i quali spicca una vera di pozzo con incisa la data del 1244.

All'interno del complesso sorgono la chiesa di Santa Maria del Priorato, detta anche Santa Maria Aventina e la Villa, dalle stanze ricche di ritratti e di tele preziose.