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- Fontana delle Tartarughe -

La fontana delle Tartarughe è un piccolo gioiello e una splendida sorpresa in uno degli angoli più pittoreschi e ricchi di storia a Roma.

Si trova nel rione Sant'Angelo, in prossimità del Ghetto ebraico e orna la piccola piazza Mattei, dal nome dalla potentissima famiglia, che possedeva tutti i palazzi che circondano la piazza.

Come la Fontana di Trevi e come molte fontane del centro di Roma, anche questa è alimentata dall'Acquedotto Vergine, che disseta i romani sin dai tempi dell'Imperatore Augusto.

Alla fine del 1500, all'inizio della sua storia, la fontana era stata prevista nella vicina piazza Giudea, dove si trovava un mercato, ma Muzio Mattei insisteva perché venisse costruita proprio davanti al suo palazzo.

La famiglia, in cambio, si impegnò a pavimentare la piazza e a tenere pulita la fontana.

La progettò Giacomo della Porta, il creatore delle due fontane alle estremità di piazza Navona. Ma la fontana subì molte variazioni in corso d'opera: la decorazione all'inizio prevedeva quattro efebi e otto delfini, in marmo, ma che poi furono fatti in bronzo. Quando i lavori furono conclusi, quattro dei delfini non vennero più utilizzati, perché la scarsa pressione dell'acqua non permetteva un getto molto potente; così furono “riciclati” in un'altra fontana, che ora si trova in piazza della Chiesa Nuova.

Ciò che si ammira oggi è una vasca quadrata con quattro conchiglie di marmo, su un basamento che sostiene un'altra vasca, decorata da teste di putti. I quattro efebi poggiano il piede sui delfini tenendo in mano le loro code e spingono a bere le piccole tartarughe.

In realtà proprio le tartarughe, che danno il nome alla fontana, furono aggiunte solo in un secondo momento: durante un restauro voluto nel 1658 da papa Alessandro VII, ricordato qui con un cartiglio di marmo. Forse furono create proprio da Bernini.

Quelle che vediamo oggi, purtroppo, sono delle copie, da quando, nel 1979, una fu rubata nottetempo. Le tre tartarughe superstiti, sono conservate ai Musei Capitolini.

Attorno a una così singolare fontana, non poteva mancare una leggenda popolare.

Si racconta che il Duca Mattei, un giovane aristocratico con la passione per il gioco d'azzardo, avesse perso tutti i suoi averi, ritrovandosi senza un soldo. Il padre della sua promessa sposa, venuto a sapere che il duca era caduto in miseria, aveva deciso di rompere il fidanzamento e di non concedergli la mano di sua figlia.

Mattei allora, per convincere il futuro suocero a tornare sui suoi passi, decise di stupire lui e la promessa sposa: fece costruire la fontana proprio nella piazza dove si affacciavano i palazzi della famiglia Mattei: ma tutto in UNA SOLA NOTTE. Il giorno dopo, infatti, chiamò la promessa sposa e suo padre e li invitò ad affacciarsi da una finestra che dava sulla piazza.

Lo stupore fu tale che il suocero si convinse che se il duca, sebbene sul lastrico, era stato in grado di creare una tale meraviglia nel corso di una sola notte, avrebbe anche reso felice sua figlia.

Dopo questo evento, il duca fece murare la finestra, visibile ancora oggi, perché nessun altro potesse godere di quello spettacolo. Purtroppo si tratta solo di una romantica e colorita leggenda popolare: infatti, nella realtà, la fontana fu costruita alla fine del 1500, ma il palazzo quasi trent'anni dopo!