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Museo Civico

Al primo piano del Palazzo ha sede il Museo, dove troviamo esposti capolavori della scuola senese (XIV-XVI secolo), sculture, oggetti d'oreficeria, monete, armi, maioliche e ceramiche.

Nella sala del Mappamondo, sede del Consiglio della Repubblica (così chiamata per via dell'enorme disco, realizzato da Ambrogio Lorenzetti, raffigurante il territorio della Repubblica) spicca uno dei massimi capolavori dell'arte gotica europea, la grandiosa Maestà di Simone Martini (1315 e 1321). Un'opera che rappresenta la grande ed evoluta civiltà del Trecento senese, più avanzata nella concezione pittorica e spaziale dell'altrettanto famosa Maestà di Duccio di Buoninsegna, conservata all'Opera del Duomo. Qui la Vergine non è più raffigurata nelle fredde e ieratiche forme della pittura bizantina, ma, grazie a un disegno più sfumato e all'uso del colore più caldo e morbido, si arricchisce di una intensa e profonda umanità. La corte celeste che la circonda è anch'essa ritratta in un modo nuovo, dove i singoli personaggi assumono ciascuno la propria posa e non appartengono più a un insieme indistinto di figure immobili. Sulla parete opposta, un altro capolavoro di Simone Martini, il celeberrimo Guidoriccio da Fogliano, emblema delle virtù e del potere civile dell'antica Repubblica di Siena.

Attigua alla Sala del Mappamondo vi è la Sala del Governo dei Nove, detta Sala della Pace. Si riunivano qui i Nove magistrati che governarono Siena dal 1292 al 1355 (e che non potevano mai uscire dal Palazzo, salvo che nei giorni festivi). Su tre lati della sala è affrescato il famosissimo ciclo dell'Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, opera di Ambrogio Lorenzetti.

Commissionata dal Governo dei Nove tra il 1338 e il 1340, l'opera, nella sua rappresentazione del binomio pace e guerra, vuole celebrare una volontà politica tesa a mantenere pace e stabilità. Sulla parete centrale il governatore giusto, raffigurato nei panni di un vecchio saggio con ai piedi la lupa e i gemelli, simbolo di Siena, siede tra le virtù che vigilano sul buon governo, rappresentate in forma di giovani donne: la pace, che dà il nome alla sala, la fortezza, la prudenza, la magnanimità, la verità, la temperanza e la giustizia. Sulle pareti laterali si possono osservare gli effetti del buon governo, nelle immagini di una operosa e ridente città medioevale, e quelli, nefasti e terribili, del cattivo governo, impersonato da un demone oscuro e temibile.