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Il Palio di Siena

Il drago, l’Istrice, il Bruco, la Civetta… sono solo alcuni dei nomi delle 17 contrade in cui è diviso il territorio di Siena, piccole parti di città e piccole città esse stesse, ciascuna con la propria chiesa e il proprio priore a capo di un seggio. E ciascuna con un cuore e uno speciale senso di appartenenza al proprio territorio, prima ancora che alla città.

Ma come nascono le Contrade? Secondo l'ipotesi più accreditata le attuali Contrade discendono direttamente dalle antiche compagnie militari in cui erano suddivisi la città e l'esercito senese medievale. Il Palio potrebbe derivare dalle competizioni a cui partecipavano, in tempo di pace, le antiche compagnie, ma potrebbe anche avere origini molto più antiche da attribuire addirittura agli Etruschi.

Le attuali 17 Contrade furono create nella prima metà del '700 perché prendessero parte alle feste sul Campo di Siena. Durante i festeggiamenti ogni Contrada si presentava in Piazza accompagnata da una macchina allegorica che recava l'insegna con un simbolo distintivo: una Pantera, una Giraffa o una Torre; proprio da queste immagini le Contrade hanno ereditato i loro nomi.

Le Contrade sono storicamente rivali tra loro, spesso considerate acerrime nemiche. All'origine dell'ostilità ci sarebbero antiche contese legate ai confini, oppure episodi che avevano avuto luogo durante le corse storiche del Palio. Ma i contradaioli, anche se rivali, non esitano a fare fronte comune se un evento estraneo osa disturbare il regolare svolgimento della manifestazione! Le Contrade che non hanno rapporti ostili fra loro si definisco "in pace", quasi a sottolineare una origine comunque bellicosa momentaneamente sopita.

Lo spirito delle contrade si anima due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, per quello che, da quando si svolse per la prima volta nel 1644, è ancora l’evento più importante della città: il PALIO DI SIENA.

Il Palio è da sempre una festa di massa, dove, a differenza di ciò che accadeva nei tornei medievali, a gareggiare non erano i nobili ma il popolo stesso. I tre giorni che precedono il Palio sono, per i Senesi, un tempo di lunga e trepidante attesa, fatto di ansia e silenzi. Fino a quando, vinta la corsa, si dà libero sfogo alla gioia dei vincitori, o al dolore dei perdenti. Perché il Palio, comunque, è una festa sentita, autentica, che appartiene con forza e con orgoglio alla città.

È una tradizione antica, che si svolge nel salotto buono di Siena: Piazza del Campo. Viene annunciata, fin da prima mattina, dalla campana della Torre del Mangia, il “Sunto”, come la chiamano i Senesi. Prende il via con lo scoppio di un mortaretto e allora cavalli e fantini, che rappresentano le dieci contrade chiamate a gareggiare, cominciano a entrare in piazza. Una contrada per volta, con un ordine deciso a sorte, mentre l’ultima entra di corsa e decide la partenza.

Il Palio è una festa che talvolta può diventare molto pericolosa e crudele, e a vincere può essere anche il cavallo da solo, senza il fantino, “scosso”, come si usa dire.

Ma non si può comprendere il Palio se non lo si vive “da dentro”, insieme ai Senesi. Solo così si capirà che il Palio è un po’ di tutto: a sporting event, a tournament of the people, ma è soprattutto qualcosa di indispensabile per la città.

Correte!”, diceva Santa Caterina, la celebre mistica senese, “e fate che solo sia uno quello che l’abbia”.

Photo copyright: M. Rohana