- La Cattedrale di Pisa -

Pisa, che era stata un'importante base navale romana, diventò, nell'XI secolo, il più importante porto commerciale del Tirreno, grazie alle sue floride attività di scambio con il Mediterraneo orientale. I frequenti rapporti con l'esterno ne fecero un vero e proprio crocevia di popoli e di diverse culture.

Il bottino di alcune navi saracene, conquistato in seguito a una battaglia contro i musulmani nel golfo di Palermo, fornì i capitali per iniziare i lavori del duomo, che, nelle intenzioni dei pisani, sarebbe dovuto essere un tempio talmente splendido da imporsi all'ammirazione universale.

La costruzione cominciò nel 1063, su progetto di un architetto famoso, addirittura leggendario: Buscheto. Fra i pochi esempi di individualità riconosciute nel Medioevo, il suo talento venne celebrato al punto che il suo sepolcro fu collocato all'interno del duomo, con un'iscrizione in latino che recita: 'Ineguagliato è il tempio di marmo niveo che fu in verità opera del genio di Buscheto'. La cattedrale fu consacrata nel 1118, ma già quarant'anni più tardi risultava insufficiente, dato il rapido incremento della popolazione urbana, e venne ampliata da Rainaldo, anche autore della facciata.

La cattedrale è il monumento celebrativo della vittoria, ma è anche il riflesso del vivace cosmopolitismo della città. Buscheto riesce, infatti, a fondere elementi di provenienza araba, lombarda e, soprattutto, romana.

Le proporzioni immense della pianta, a cinque navate nel corpo longitudinale e tre nel transetto, sono un diretto riferimento alle architetture romane – ad esempio la prima basilica paleocristiana di S. Pietro – mentre l'enorme cupola a pianta ellittica, di tradizione orientale, si eleva su un alto tamburo ottagonale, anch'esso di provenienza orientale.

L'esterno è caratterizzato dal ritmico alternarsi di arcatelle cieche – di derivazione lombarda - decorate a losanghe. La ricca facciata presenta quattro ordini di gallerie sovrapposte, praticabili, con arcatelle sostenute da colonne sottili, poste ad intervalli regolari. Il ritmico alternarsi delle arcate, non più aderenti al muro, produce un potente effetto luministico, nel continuo alternarsi di luci e ombre. Le decorazioni, in linea con la tradizione toscana di Firenze, qui non sono soltanto disegnate, ma si concretizzano in forti effetti di rilievo, che danno all'insieme un senso di monumentalità solenne e grandiosa che trova uguali soltanto nell'età romana.

L'architettura non risulta mai pesante o massiccia, e riesce a trasmettere un'eccezionale senso di leggerezza ed eleganza, unito ad ordine e regolarità.