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Cortile delle Prigioni

Palazzo Ducale era anche il luogo dove si amministrava la giustizia e dove erano ospitate le terribili prigioni della città. A Venezia non era così difficile finire in carcere.

Per essere arrestati, a volte bastava una denuncia anonima, infilata nella 'Bocca per le denunce segrete', ancora visibile nella Sala della Bussola. Le denunce, tutte le informazioni raccolte, gli atti segreti dei processi venivano depositati nella Cancelleria ducale, una splendida sala che aveva le funzioni di un vero e proprio archivio segreto.

Le celle erano anguste, umide, fredde d'inverno e calde d'estate. Le pareti erano rivestite in legno, sotto cui si annidavano topi, scarafaggi, zecche, cimici e pulci. Le condizioni igieniche erano davvero terribili, il cibo immangiabile. I secondini erano spesso dei veri e propri aguzzini, che minacciavano e ricattavano i prigionieri. Ma la vera piaga di queste prigioni era il sovraffollamento.

Per sgombrare le celle, a volte si ricorreva a una particolare pena sostitutiva: chi aveva commesso un reato minore, per esempio doveva ripagare un debito, veniva mandato a scontare la pena a bordo delle galere, come rematore. Le prigioni del Palazzo avevano fama di essere luoghi particolarmente sicuri.