Storia e consigli turistici su Volterra

Da un alto, scuro colle roccioso, Volterra domina le verdi valli dei fiumi Era e Cecina che corrono in una terra piena d’arte e di bellezze naturali.

Gli Etruschi più di 2800 anni fa fondarono la città fra le “Colline Metallifere”, ricche di ferro, rame e pirite, proprio su quell’altura dall’aspetto desolato che per gli sbuffi di fumo e un inquietante odore di zolfo veniva chiamata “Valle del Diavolo”.

Oggi, a dispetto di oscuri appellativi del passato, Volterra è un rifugio ideale per chi cerca tranquillità

“Città di vento e di macigno”: così il grande poeta Gabriele D’Annunzio descriveva Volterra, le suggestioni e il clima di questi luoghi. Per la sua altezza e la distanza dai monti, la città infatti è esposta ai venti.

Le stagioni intermedie sono piovose a Volterra, più che nei dintorni; ma in autunno fa leggermente più caldo che in primavera; l’inverno è mite -solo raramente le temperature minime scendono sotto lo zero e sempre per periodi brevi- e l’estate è secca e ventilata. Se decidete di visitarla durante l’estate, ricordate che Agosto, oltre a essere uno dei mesi più caldi, è anche il più affollato.

Dalle curve della statale alle salite del centro storico, Volterra richiede una parte di sacrificio, che verrà ripagato ampiamente da scorci mozzafiato. Non è un caso che la città sia stata scelta più volte come location sia letteraria che cinematografica grazie alla sua oscura bellezza.

La Piazza principale racchiusa da palazzi austeri, il cuore di Volterra, riserva una sorpresa a chi sa osservare.

Alzando lo sguardo verso la facciata della massiccia torre mozzata a lato del Palazzo dei Priori, si scorge quello che tutti chiamano il “porcellino” (the piglet) una singolare scultura che ha dato il nome alla torre e che in realtà raffigura un cinghiale selvatico.

Meritano una visita anche il Duomo e il Battistero medievale in Piazza San Giovanni, l’Ecomuseo dell’alabastro, il Museo Diocesano d´Arte Sacra, la Pinacoteca e soprattutto il Museo Etrusco Guarnacci che attraverso la sua celebre collezione di reperti racconta la storia della civiltà etrusca in Italia. Si può visitare insieme alla pinacoteca con un unico biglietto d’ingresso. A pochi passi dal Museo un belvedere si affaccia sul Teatro Romano; da qui si riesce a sorgere solo una parte delle gradinate e della scena. La solenne Porta dell’Arco è l’ultima testimonianza delle imponenti mura etrusche.

Per apprezzare Volterra basta perdersi nelle stradine, sulle salite, fra le torri mozzate che narrano la storia di una sconfitta e quelle ancora orgogliosamente in piedi, fra i palazzi e le mura di una città dove regna la pietra. Di pietra sono anche gli oggetti dell’artigianato locale basato sull’alabastro: un minerale giallo-grigio che spesso ha all’interno conchiglie fossili.

Il nome stesso racconta le sue lontane origini: forse la città di Alàbastron, in Egitto, dove si fabbricavano vasetti e anfore per conservare i profumi. Gli Etruschi lo consideravano la pietra degli dei. Oggi in città gli oggetti in alabastro (vero o presunto) si trovano più o meno ovunque, ma i “veri” artigiani sono rimasti in pochi: per trovarli basta consultare il sito arteinbottegavolterra.it.

Se il Museo Guarnacci vi ha affascinato, potrete acquistare creazioni originali e riproduzioni di manufatti etruschi in una storica bottega in via del Mandorlo, che ospita anche un piccolo museo.

Se avrete più di una giornata e potrete concedervi un giro nei dintorni, fuori dalle mura, una rilassante passeggiata attraverso Viale dei Ponti vi condurrà alla Fortezza Medicea, un esempio di architettura militare che ora è una prigione. Da qui si dominano le Colline Metallifere che con le loro tonalità di rosso intenso al tramonto, offrono materiale affascinante per le vostre foto ricordo.

Se invece amate l’avventura, a meno di un chilometro dalla città potrete inoltrarvi fra le inquietanti “balze”: enormi voragini derivate dalla progressiva corrosione del terreno; sono testimoni viventi di “vento e macigno” che ancora coesistono e continuano ostinatamente a lottare fra loro.