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Duomo di San Martino

 

Il Duomo di San Martino, sorto in un punto strategico dell'antica città romana all'incrocio delle due vie principali e vicino alla cinta muraria, non ha lasciato notizie chiare delle sue origini. L'unico fatto certo è che nel VI secolo, ai tempi di San Frediano, in quel punto esisteva già una chiesa, che aveva sostituito la primitiva cattedrale di Santa Reparata quando questa non riusciva più a contenere tutta la popolazione. Nell'VIII secolo gli fu aggiunta anche una cripta, per il corpo di San Regolo traslato da Populonia.

Il Duomo venne completamente ricostruito fra il 1060 e il 1070, a cinque navate, utilizzando materiali di riuso come colonne e capitelli antichi; anche di questa fase della chiesa però, poco resta.

La cattedrale assunse l'aspetto attuale dopo gli interventi del XII secolo, terminati nel 1204, che aggiunsero alla facciata il portico con tre grandi arcate e le "loggette" dalle colonnine multiformi, mentre il "frontone", benché previsto, non fu mai realizzato.

Nel Trecento la chiesa divenne a croce latina e, fra XIV e XV secolo, le navate furono ridotte a tre.

Ai lavori sull'apparato decorativo partecipò anche Jacopo della Quercia, autore della Fonte Gaia di Siena. Alla fine del XV secolo fu terminato anche l'interno, decorato con preziosi dipinti durante l'età della Controriforma.

Oggi sulla facciata spicca una copia della scena di San Martino col povero, mentre l'originale si trova all'interno, sulla controfacciata; il suo autore rimane ignoto, ma probabilmente si tratta della prima statua a tutto tondo nella storia dell'arte italiana! Le sculture del portale sinistro invece sono opera di Nicola Pisano.

Accanto al Duomo sorge il campanile merlato concluso nel XIII secolo ed ornato da archetti pensili, monofore e quadrifore che si aprono progressivamente per alleggerirlo; la sua presenza rende il fondale della piazza assolutamente asimmetrico, come i tre archi del portico: quello a destra, infatti, è più piccolo degli altri.