Basilica di San Lorenzo

La basilica di San Lorenzo, situata nella piazza omonima nel centro della città, è una delle più antiche chiese di Firenze. La sua storia millenaria, che è anche quella della comunità cristiana fiorentina, è strettamente legata alla trionfale ascesa della dinastia dei Medici, che la scelse come chiesa di famiglia.

Agli inizi del Quattrocento, nell’edificio originario, vi era già una cappella Medici, chiamata in seguito Sagrestia Vecchia, realizzata dal Brunelleschi per volontà di Giovanni di Bicci de’Medici, bisnonno del più celebre Lorenzo il Magnifico e primo esponente di spicco della dinastia.

Nel 1418 i Medici decisero di rinnovare profondamente la chiesa per trasformarla in tempio di famiglia. Il progetto fu affidato allo stesso Brunelleschi che, però, morì prima di poter concludere l’opera.

All’interno, l’impronta del Brunelleschi è evidente: lo spazio grandioso, dalle dimensioni imponenti, risponde a uno schema dalle proporzioni controllate, dai rapporti precisi e proporzionali. Può considerarsi un vero e proprio manifesto dell’architettura del primo Rinascimento, sia per l’uso degli elementi architettonici classici, derivati dall’architettura antica - come gli archi a tutto sesto o le colonne con capitelli corinzi - che nella perfetta misurabilità degli spazi.

Dal transetto di sinistra si accede alla Sagrestia Vecchia realizzata dal Brunelleschi tra il 1421 e il 1426. È una della opere in cui meglio si realizza il pensiero architettonico del Rinascimento. La concezione dello spazio è semplice e rigorosa: la cappella è uno spazio cubico, sormontato da una cupola emisferica divisa in dodici spicchi. Il vano in cui è collocato l’altare riprende, in piccolo, la struttura dell’ambiente principale.

Il contrasto tra il grigio della pietra e l’intonaco chiaro esalta il disegno schematico dei volumi. L’insieme delle decorazioni, come il fregio a teste di cherubini azzurri e serafini rossi o i grandi tondi sulle porte di ingresso con i santi Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici, è interamente opera di Donatello. Così come i battenti delle porte bronzee - che non piacquero, all’epoca, per lo stile troppo moderno, con le figure esageratamente espressive e, a tratti, scomposte.

Fa parte del complesso della basilica anche la celeberrima Biblioteca Medicea Laurenziana, il cui scalone, nel vano di accesso, è una delle opere più originali di Michelangelo. Con la sua dimensione fuori misura, quasi straripante, e con la fantasiosa forma ellittica degli scalini è un tipico esempio d’arte manierista e una premessa al linguaggio barocco.

La Biblioteca conserva la più prestigiosa collezione di manoscritti italiana. La raccolta venne iniziata da Cosimo il Vecchio, grande figura di principe-mecenate rinascimentale e, in seguito, fu ampliata da Lorenzo il Magnifico. L’ambiente destinato a raccogliere questo preziosissimo tesoro della cultura di tutti i tempi è uno dei primi esempi di biblioteca laica, non appartenente, cioè, ad un istituto religioso. Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, architetti dei Medici dopo Michelangelo, completarono la costruzione della sala, attenendosi scrupolosamente ai disegni del maestro.

Il complesso della chiesa ospita inoltre le cappelle medicee e la relativa cripta, dove si conservano le salme di 50 membri della famiglia Medici. Nel sotterraneo della chiesa, invece, sono sepolti Cosimo il Vecchio e Donatello.