Basilica di San Pietro: interno

La Basilica di San Pietro è il luogo più importante della cristianità e forse il luogo di culto più noto al mondo. Da secoli è meta di milioni di fedeli giunti da ogni dove, ma soprattutto è il risultato di numerosi progetti di celebri architetti e ingegneri che si sono letteralmente sovrapposti nel tempo dando vita a una delle opere più impressionanti e del Rinascimento e del ‘600. È un’opera grandiosa e imponente, che si sviluppa su oltre 200 metri di lunghezza e custodisce un numero infinito di capolavori.

Il portico che conduce all’interno ha cinque porte d’accesso, ognuna di queste ha una storia: la più nota è la “Porta Santa”, che viene aperta solo negli anni del Giubileo, mentre la Porta del Filarete, alta più di sette metri è una delle poche meraviglie rimaste della basilica medievale.

Appena si varca con emozione la porta d’ingresso, la mole e lo splendore del grandioso edificio lasciano letteralmente senza fiato. L’immensità degli spazi è talmente vasta da far perdere il senso delle proporzioni. Ad esempio, i due putti che sorreggono l’acquasantiera vicino all’ingresso a un primo sguardo appaiono piccoli, ma man mano che ci si avvicina ci si rende conto che sono alti più di due metri: è una sorta di miraggio che si manifesta per tutti i capolavori sparsi nella basilica.

Nella navata sinistra, il suggestivo e allo stesso tempo inquietante monumento funebre di papa Alessandro VII è un’altra opera di Bernini. Uno scheletro gigantesco solleva uno splendido drappo fatto interamente di marmo che scopre la porta verso l’Aldilà, mentre con l’altra mano sorregge una clessidra, a ricordare quanto sia effimero il tempo dell’esistenza umana.

Al centro della basilica, su un lato, appare la statua di bronzo di San Pietro, relativamente piccola e quasi in contrasto rispetto alla mole mastodontica delle meraviglie che la circondano. Raffigura l’apostolo seduto benedicente e ha i piedi letteralmente consumati dal passaggio delle mani dei pellegrini che da secoli li toccano per devozione. Per secoli la statua fu creduta un’opera del periodo tardo-romano, ma le moderne tecnologie hanno smentito le credenze popolari, attestando che la statua risale in realtà al 1200 e fu forse opera di Arnolfo di Cambio, un geniale scultore e architetto medievale che si ispirava alla perfezione della scultura romana.

La mastodontica cupola della Basilica è rivestita da un immenso mosaico e tutta la splendida volta è un tripudio di stucchi dorati. Anche se dal basso è difficile scorgerlo, quasi tutte le decorazioni sono mosaici con tessere talmente piccole che sembrano dipinti. Ma la volta non è la sola preziosissima decorazione: sotto ai nostri piedi il pavimento è una sinfonia di colori diversi, di intarsi che come per magia, rispecchiano esattamente, i colori sfolgoranti dei mosaici della volta. Non esiste al mondo un pavimento così vasto e così bello. Vicino all’entrata ha inglobato un ampio disco di porfido rosso egiziano. Proviene dall’antica basilica di Costantino, dove ce ne erano ben sei. Questo è l’unico sopravvissuto perché proprio qui si inginocchiò Carlo Magno, quando la notte di Natale dell‘800, fu incoronato imperatore.

A ricordare che ci troviamo all’interno della chiesa più grande della cristianità, sul pavimento della navata centrale, si trovano delle stelle dorate che indicano quanto spazio occuperebbero le più grandi chiese del mondo se fossero idealmente inglobate in San Pietro.

San Pietro è il frutto della creatività e dello sforzo di un gran numero di artisti, con i suoi 45 altari, le 11 cappelle, le 390 statue e 10 mila metri quadri di mosaici è da secoli il luogo di culto più importante e soprattutto più noto al mondo, ma rimane una chiesa dove da sempre si svolgono le normali celebrazioni e allo stesso tempo il cuore che riesce a riunire milioni di fedeli e semplici amanti delle bellezze artistiche. È patrimonio della storia dell’umanità e non esiste luogo al mondo così carico di storia, di fede e d’arte.