Giardino degli Aranci (Parco Savello)

La parte posteriore della Basilica di Santa Sabina, è immersa nel verde di Parco Savello, conosciuto da tutti come il Giardino degli Aranci. A lato della chiesa accoglie i visitatori un mascherone dalle ciglia aggrottate e dai folti baffi: è una fontana che forse raffigura il dio Oceano. Sia il mascherone che la vasca termale romana su cui si affaccia, sono pezzi riutilizzati: il primo fu scolpito da Giacomo della Porta nel 1500 per ornare una fontana nel Foro Romano ed entrambi trovarono qui la loro collocazione definitiva nel 1800 dopo un lungo peregrinare nel centro di Roma.

Il muro di cinta del piccolo giardino è ciò che resta della fortezza della famiglia Savelli che nel X secolo sorgeva in questo luogo. Da qui deriva il nome di “Parco Savello”. Più tardi il complesso fu donato ai frati Domenicani che approfittarono di tutto quel verde per coltivare un orto. Le origini del nome del Giardino degli Aranci si devono proprio a San Domenico di Guzman, il fondatore dell'ordine. Una delle leggende nate intorno alla sua vita racconta che il santo nel 1200 portò qui dalla Spagna un arancio, forse il primo piantato a Roma.

Questo conserva ancora un che di miracoloso: sui resti dell’albero originario ne è cresciuto un altro che continua a dare frutti e sopravvive ancora nel giardino del chiostro, visibile da un’apertura nella navata di Santa Sabina. Grazie a questa pianta dalla storia secolare, l'orto del convento divenne "Il Parco degli Aranci" e per decorare il giardino furono piantati numerosi alberi che producono arance amare. Entrando nel giardino spicca subito la mole dell'abside della Basilica di Santa Sabina, mentre dalla parte opposta si scorgono i resti della fortezza dei Savelli.

Il giardino, come appare oggi, fu progettato nel 1900 dell'architetto Raffaele De Vico, autore di molti altri parchi e giardini a Roma. Questi lo realizzò assolutamente simmetrico, con un intento tutto scenografico: l’ampio viale centrale doveva avvicinare gradualmente i visitatori allo splendido belvedere. Basta spingersi più avanti, infatti, per affacciarsi su una delle viste più incantevoli su Roma: il Tevere, i Templi che fin dall'antichità sorgevano nel Foro Boario, Santa Maria in Cosmedin, il Gianicolo e imponente, in lontananza, la cupola di San Pietro.

Il parco è famoso per essere una delle mete preferite oltre che dai turisti, anche dagli innamorati e da chi spera che lo spettacolo mozzafiato dall'alto della terrazza, sia un magico pretesto perché l'amato o l'amata cada finalmente ai suoi piedi!