La Bocca della Verità

Nel portico della chiesa paleocristiana di Santa Maria in Cosmedin, ai piedi del colle Aventino, è conservato uno dei monumenti romani che da sempre attira l’attenzione e la curiosità dei turisti di tutto il mondo: la Bocca della Verità.

Si tratta, in realtà, di un antico mascherone di marmo pregiato, di età classica, che rappresenta una divinità fluviale, probabilmente un Poseidone, con la bocca spalancata, gli occhi sgranati e una fluente capigliatura. E’ possibile notare infatti, se si osserva attentamente, che disegnate sul disco di marmo si trovano anche alcune chele di granchio e forse quella che era la testa oramai quasi del tutto cancellata di un delfino.

In origine questa maschera fu concepita per una funzione poco nobile ma certamente molto pratica, era un chiusino delle fogne dell’antica Roma, la sua caratteristica è quella di essere perfettamente idraulica, infatti, se posta in orizzontale l’acqua gettata sopra cadrebbe sempre in uno dei cinque buchi che rappresentano gli occhi, il naso e la bocca del mascherone.

Motivo dell’incrollabile fama che circonda quest’antica divinità in marmo sono diverse leggende piuttosto macabre, associate a questo mascherone fin dai tempi antichi: se un bugiardo vi infila la mano, è certo che la perderà.

Una delle più famose risale ai tempi dell’antica Roma: si narra, infatti, che la ricca moglie di un patrizio romano venne accusata dal marito di adulterio. La donna respinse le accuse, ma il marito volle metterla alla prova, e le fece infilare la mano nella fatidica bocca di pietra.

Ben sapendo di dover mentire, la donna ricorse a un astuto stratagemma.

Di fronte alla folla di curiosi che si era raccolta davanti alla Bocca della Verità, colui che era il suo vero amante la abbracciò e la baciò. Lei finse di non conoscerlo, e, scambiatolo per un pazzo, la folla lo allontanò immediatamente.

E quando, infilata la mano, la donna dichiarò di non aver mai baciato in vita sua altri che il marito e “il povero pazzo” che l’aveva appena assalita, fu certa di non aver mentito ed ebbe salva la mano. Il marito tradito salvò l’onore, ma la Bocca della Verità perse la sua credibilità e si narra che da allora non svolse più la sua funzione di giudice giusto e inappellabile.

Da secoli la Bocca della Verità è meta di un vero e proprio pellegrinaggio di turisti curiosi di provare l'ebbrezza del rischio. Celebre la scena del film 'Vacanze Romane', in cui Gregory Peck, di fronte a una sprovveduta Audrey Hepburn, finge di aver perso la mano.

La Basilica di Santa Maria in Cosmedin, risalente al VI secolo, fu ampliata nell'VIII secolo da papa Adriano I e affidata ai Greci rifugiatisi a Roma dall'Oriente, a seguito dell'iconoclastia: da qui deriverebbe la denominazione della chiesa, Cosmèdin, forse in riferimento all'antico monastero di Bisanzio, Kosmidìon.

La chiesa fu più volte trasformata: assunto un assetto romanico nel XII secolo con la costruzione del portico e del campanile, la facciata venne ornata, nel Settecento, con stucchi e cornici secondo un gusto tardo-barocco per essere poi riportata alle forme originarie, alla fine dell'Ottocento, dal restauro di G.B.Giovenale (1849-1934). Sulla sinistra, fino alle pendici del Palatino, si sviluppa l'antica area del Velabro, zona originariamente paludosa poiché costantemente soggetta alle inondazioni del Tevere.

Sopravvive ancora oggi la leggenda che proprio in questa zona, in una secca, trovarono rifugio Romolo e Remo, che erano stati abbandonati in una cesta sulla riva del Tevere. Una lupa, richiamata dai vagiti, si abbassò ed allattò i gemelli con tanta mitezza che un pastore la trovò mentre leccava amorevolmente i bambini.