Audio guide su Siena, Le audio guide di Siena in mp3 o per iPodMappa di Siena, Mappa interattiva di Siena, ItaliaInformazioni e prenotazione Hotel a Siena
EsDeFrItEn

- Cortile del Podestà -

Dalla porta prospiciente la Piazza, vicino alla Cappella, si accede al Cortile del Podestà, del 1325, costituito da un elegante colonnato a mattoni su cui si innalza un piano con grandi finestre trifore. Insieme a una serie di stemmi di governatori, si possono vedere i resti della statua in pietra del 'Mangia' e la 'Lupa che allatta i gemelli', simbolo di Siena, opera di Giovanni Turino. Da qui si accede alla Torre del Mangia e al Museo Civico.

- Palazzo Comunale -

Ultimato ai primi del Trecento per ospitare il Governo dei Nove, il Palazzo Comunale di Siena si presenta sulla Piazza del Campo con un'elegante facciata piana con scarse decorazioni e sviluppata in orizzontale. Su di essa, unico elemento distintivo, spicca la fascia a pian terreno, in marmo chiaro. Il ritmo architettonico in facciata è dato dall'alternarsi regolare delle grandi finestre a trifora, dalle bifore e da un delicato disegno delle membrature che ingentilisce l'edificio.

Sui timpani delle porte e delle finestre ricorre lo stemma bianco-nero del Comune di Siena, la cosiddetta 'Balzana', che deriva direttamente dall'antica leggenda a cui Siena attribuisce le sue origini: in fuga da Romolo, i mitici figli di Remo, Aschio e Senio - da cui lo stesso nome della città - arrivarono sul colle dove avrebbero fondato Siena, su due cavalli, uno bianco e l'altro nero.

A lato del Palazzo si slancia l'esile figura della Torre del Mangia, alta 102 metri. Salendo i 332 scalini si può ammirare l'eccezionale panorama del tessuto urbano della città, uno dei più uniformi e meglio conservati d'Italia.

Panorama che, però, nel Trecento, doveva essere molto diverso: a partire dalla selva di torri altissime - pare che in città se ne contassero più di cento - che le famiglie nobili facevano a gara a costruire, e che davano a Siena quella particolare tensione verticale, oggi ancora visibile, anche se in misura minore, in altri centri più piccoli, come San Gimignano. Troncate a seguito delle lotte fra famiglie, il resto delle torri furono demolite dagli Spagnoli per essere utilizzate come materiale da costruzione. Oggi il Campo conserva solo parzialmente quella che doveva essere l'originale uniformità architettonica, dettata dal Palazzo Pubblico: gli edifici avevano tutti porte e finestre ad arco senese - un arco ribassato sormontato da uno ogivale - le finestre superiori a trifora o a bifora. Vicino al portale d'ingresso del Palazzo si trovava l'altro simbolo di Siena, una lupa con i gemelli romani, in bronzo dorato. Opera di Giovanni e Lorenzo di Turino, del 1430, è oggi conservata all'interno del Palazzo.

- Museo Civico -

Al primo piano del Palazzo ha sede il Museo, dove troviamo esposti capolavori della scuola senese (XIV-XVI secolo), sculture, oggetti d'oreficeria, monete, armi, maioliche e ceramiche.

Nella sala del Mappamondo, sede del Consiglio della Repubblica (così chiamata per via dell'enorme disco, realizzato da Ambrogio Lorenzetti, raffigurante il territorio della Repubblica) spicca uno dei massimi capolavori dell'arte gotica europea, la grandiosa Maestà di Simone Martini (1315 e 1321). Un'opera che rappresenta la grande ed evoluta civiltà del Trecento senese, più avanzata nella concezione pittorica e spaziale dell'altrettanto famosa Maestà di Duccio di Buoninsegna, conservata all'Opera del Duomo. Qui la Vergine non è più raffigurata nelle fredde e ieratiche forme della pittura bizantina, ma, grazie a un disegno più sfumato e all'uso del colore più caldo e morbido, si arricchisce di una intensa e profonda umanità. E la corte celeste che la circonda è anch'essa ritratta in un modo nuovo, dove i singoli personaggi assumono ciascuno la propria posa e non appartengono più a un insieme indistinto di figure immobili. Sulla parete opposta, un altro capolavoro di Simone Martini, il celeberrimo Guidoriccio da Fogliano, emblema delle virtù e del potere civile dell'antica Repubblica di Siena.

Attigua alla Sala del Mappamondo vi è la Sala del Governo dei Nove, detta Sala della Pace. Si riunivano qui i Nove magistrati che governarono Siena dal 1292 al 1355 (e che non potevano mai uscire dal Palazzo, salvo che nei giorni festivi). Su tre lati della sala è affrescato il famosissimo ciclo dell'Allegoria del Buono e del Cattivo Governo, opera di Ambrogio Lorenzetti.

Commissionata dal Governo dei Nove tra il 1338 e il 1340, l'opera, nella sua rappresentazione del binomio pace e guerra, vuole celebrare una volontà politica tesa a mantenere pace e stabilità. Sulla parete centrale il governatore giusto, raffigurato nei panni di un vecchio saggio con ai piedi la lupa e i gemelli, simbolo di Siena, siede tra le virtù che vigilano sul buon governo, rappresentate in forma di giovani donne: la pace, che dà il nome alla sala, la fortezza, la prudenza, la magnanimità, la verità, la temperanza e la giustizia. Sulle pareti laterali si possono osservare gli effetti del buon governo, nelle immagini di una operosa e ridente città medioevale, e quelli, nefasti e terribili, del cattivo governo, impersonato da un demone oscuro e temibile.

- Torre del Mangia -

L'altissima Torre del Mangia (102 metri dal parafulmine), deve il suo nome al suo primo custode, Giovanni di Balduccio detto il 'mangiaguadagni', che era solito sperperare i propri guadagni a tavola, per i piaceri del cibo.

Fu costruita tra il 1325 e il 1348, come simbolo evidente della comunità civica. La costruzione si deve ai due fratelli Francesco e Muccio di Rinaldo. Il coronamento in travertino bianco, invece, fu eseguito probabilmente da Agostino di Giovanni.

Si racconta che nelle sue fondamenta, com'era d'uso nel Medioevo, siano state sepolte alcune monete beneaugurati e che sotto ogni spigolo siano state collocate pietre con lettere latine ed ebraiche, per scongiurare il pericolo delle tempeste.

La campana attuale, detta 'Sunto', pesante 6764 chili, venne posta sulla sommità della cella campanaria nel 1666.