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- Palazzo Pfanner -

Dall'alto della splendida passeggiata delle Mura di Lucca si gode la vista su uno dei più bei giardini della città: quello di Palazzo Pfanner.

Fu creato probabilmente da un architetto genovese per la famiglia Moriconi, mercanti lucchesi che commerciavano seta e che volevano ostentare la propria ricchezza con un sontuoso palazzo all'interno delle mura. Dal 1680 il palazzo divenne proprietà della famiglia dei Controni, anch'essi mercanti.

Fu in questa fase, precisamente nel 1686 che vi furono apportate alcune modifiche fra le quali anche l'aggiunta dello splendido scalone esterno.

Il palazzo prese il nome della famiglia Pfanner nel 1800, quando fu acquistato dal birraio austriaco che Carlo Lodovico di Borbone aveva invitato nel 1846 a Lucca per dirigere la fabbricazione della birra in città; la fabbrica, che produceva birra secondo l'antica tradizione tedesca, funzionò fino al 1929. Il palazzo è tuttora proprietà della famiglia Pfanner e dagli anni '90 è aperto al pubblico.

All'interno è possibile ammirare lo splendido salone monumentale affrescato nel XVIII secolo, ed una collezione di strumenti chirurgici appartenuta ad un componente della famiglia Pfanner, un medico che fu anche sindaco di Lucca dal 1920 al 1922.

Ma la parte più affascinante, suggestiva e poetica del palazzo resta il meraviglioso giardino all'italiana, creato nel 1700 e forse opera di Filippo Juvarra. Una serie di piante esotiche o mediterranee, prati, vasche, le statue dei quattro elementi e delle quattro stagioni, un sarcofago romano, pini, alberi da frutto e magnolie si susseguono in una sistemazione accuratamente studiata, delimitata da una siepe che circonda tutto il giardino.

Un altro angolo a ridosso delle mura di Lucca è dedicato alla limonaia, ma le piante di limoni, in grossi vasi, decorano tutto il giardino. Poi ancora statue: quelle di Ercole e di Cibele, infine le rose a rendere il quadro romantico e rilassante.

Il palazzo, per le sue deliziose vedute e per lo splendido giardino, riuscì ad attrarre anche il mondo del cinema, divenendo la location di film celebri in Italia ma anche all'estero, utilizzato per rappresentare la dimora-tipo dei nobili: compare infatti in varie pellicole, fra cui "Il marchese del Grillo", di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e "Ritratto di Signora" di Jane Campion