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- Chiesa di San Michele in Foro -

A completare il nome della chiesa di San Michele è proprio il luogo in cui fu edificata: il foro, prima centro della vita pubblica, nell'antichità, e poi cuore pulsante della città Comunale. Su questa piazza sorse il Palatium Civitatis, il Palazzo Pubblico, ora scomparso, costruito proprio accanto alla chiesa e poi trasferito nella Fortezza dell'Augusta

La piazza fu lastricata per la prima volta quando nel '400 vi fu costruito il Palazzo Pretorio, ma fra '600 e '700 fu innalzato il piano stradale, venne pavimentata e chiusa da colonnine con catenelle. Le case che delimitano il perimetro della piazza sono tipicamente medievali e da più di ottocento anni stanno lì ad osservare placidamente la vita che scorre nel cuore della città.

La chiesa di San Michele, di cui le fonti parlano per la prima volta nel 795, fu edificata proprio qui. Eretta in un luogo centrale, ma obliqua rispetto alla piazza, come molte altre chiese di Lucca, spicca in uno spazio enorme in cui il cielo si apre finalmente dopo il rincorrersi di anguste e tortuose vie medievali, come una meta finalmente raggiunta: tale era per i pellegrini che passavano per la città percorrendo la Francigena.

Si fermavano a San Michele per rifocillarsi, cogliendo l'occasione per venerare loro illustri compagni di viaggio, come San Davino, un pellegrino Armeno in viaggio verso Santiago de Compostela, che morì proprio mentre faceva tappa a Lucca e il cui corpo si diceva avesse acquistato poteri taumaturgici dopo la morte.

Furono varie le vicende della chiesa di San Michele: cambiò amministrazione più volte prima di divenire privilegio della famiglia Gigli, che contribuì a rinnovarne sia le strutture che le suppellettili.

La chiesa, così come appare oggi, frutto della ricostruzione di XI secolo voluta da papa Alessandro, è un palinsesto delle vicende della città: nella sua architettura pisano-lucchese si fondono romanico e gotico, ricordi di età classica e misteriose figure tratte dai bestiari medievali che si affollano sulla facciata dal XII secolo.

Nel cantiere di San Michele, fra XIII e XIV secolo lavorarono a Lucca illustri architetti e probabilmente, nonostante lo si deduca solo dallo stile delle decorazioni in facciata, anche Diotisalvi, l'autore del Battistero di Pisa. L'intento originario del progetto era quello di innalzare la chiesa, ma si riuscì solo a creare la facciata, altissima, visibile oggi come una scenografia che si staglia contro il cielo.

Fu in questo periodo che vennero create, dalla scuola di Guidetto da Como, che lavorò anche per il Duomo di San Martino, le caratteristiche "loggette", decorate con l'uso di marmi policromi, che iniziano a parlare del gotico e che sono ovviamente influenzate dallo stile lombardo.

Infine, nel punto più alto, fu aggiunta la grande statua di San Michele Arcangelo che abbatte il drago, con ali metalliche e due angeli con la funzione di guglie tipicamente gotiche per rendere la chiesa, che già svettava isolata, ancora più protesa verso l'alto.

Fra il XIII e il XIV secolo fu rifatto il tetto, e il campanile, inglobato nel transetto destro, rimase così fino ai primi del 1800.

Fu però durante l'età comunale che la chiesa raggiunse il culmine del suo splendore, quando il Podestà la utilizzò fino al 1370 come luogo ufficiale in cui si riuniva il Consiglio Maggiore, il massimo organo del governo di Lucca.

Gli ultimi restauri più radicali, effettuati nel corso del 1800, hanno restituito la chiesa così come è oggi. Per gli attenti osservatori basta uno sguardo, meglio un binocolo se si vogliono cogliere i particolari, per vedere apparire, fra le figure che decorano gli archetti, alcuni fra i più noti personaggi risorgimentali: Camillo Benso, Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi, inseriti fra le loggette da Giuseppe Pardini, durante l'ultimo restauro della chiesa, quasi a celebrare in facciata la lunga storia della città di Lucca.

L'interno di San Michele non è da meno: custodisce una splendida Madonna col Bambino di Andrea della Robbia ed una tavola di Filippino Lippi che raffigura i Quattro Santi.

La statua che spicca sulla distesa della piazza, a lato della chiesa, è un omaggio a Francesco Burlamacchi, un politico lucchese vissuto nel '500.