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- Cattedrale: portico d'entrata -

La Cattedrale di Palermo è il monumento che meglio narra la storia della città attraverso le sue vicende costruttive: una storia di pietra, un maestoso gioiello che sorge al posto di una basilica cristiana, trasformata in moschea dagli arabi. Fu eretta nel 1185 e l'ultimo rifacimento iniziò alla fine del 1700, ma si protrasse fino al XIX secolo, con cambiamenti che in realtà furono radicali.

La parte più antica rimasta è quella del presbiterio, composto da tre absidi strette fra due torricelle e decorate da archi intrecciati; la costruzione ha agli angoli quattro torri di epoca normanna e due grandi arcate la collegano al palazzo arcivescovile. Una serie di arcatelle cieche, colonnine, bifore, archi intrecciati, come un infinito ricamo di pietra animano la facciata principale, fronteggiata dalla torre campanaria, ancora medievale nella parte inferiore, sormontata da una serie di campanili aggiunti nel 1800.

Sul fianco destro della costruzione è il portico, in stile gotico fiorito-catalano, affiancato da due torrette. Nella prima colonna a sinistra, forse riutilizzata dalla chiesa precedente e dalla moschea, è inciso un passo del Corano: attualmente costituisce l'ingresso principale della chiesa.

Il portale ed i battenti di legno risalgono al 1400 e i rilievi sulle pareti rappresentano Carlo III di Borbone e Vittorio Amedeo II di Savoia, incoronati nella cattedrale.

L'interno è stato completamente rifatto in stile neoclassico fra il 1700 ed il 1800. A lato del presbiterio è la cappella di Santa Rosalia, patrona della città, mentre le prime due cappelle della navata destra custodiscono le tombe dei re normanni.

La leggenda narra che Ruggero II avesse disposto che le sue spoglie venissero sepolte nel duomo di Cefalù, che sarebbe diventato il mausoleo di famiglia; per realizzare questo fine vi aveva fatto sistemare due sarcofagi in porfido, un marmo rosso molto prezioso, destinato agli imperatori. Alla sua morte però, fu sepolto nella cattedrale di Palermo, con una sistemazione molto più umile.

Federico II, durante il suo regno, fece portare i due preziosi sarcofagi da Cefalù e li destinò uno a se stesso e l'altro al padre Enrico VI. La tomba di Federico è sormontata da quattro colonne di porfido e custodita dalla statue di quattro leoni che sorreggono l'urna. Federico II morì in Puglia ma fu sepolto a Palermo, nella città che aveva amato e reso splendida.

Al di sotto della cattedrale è la cripta, con volte a crociera sostenute da colonne di granito. Luogo misterioso e suggestivo, conserva tombe iscrizioni e sarcofagi di età romana.