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- Palazzo d'Accursio -

I Bolognesi dicono semplicemente “Palâz” per indicare il Palazzo d'Accursio, l’antica sede del Comune che oggi ospita il municipio di Bologna.

È composto da un insieme di edifici uniti nel corso dei secoli, ma nacque come la dimora di Accursio da Bagnolo, giurista e maestro di diritto all’Università di Bologna. Nel 1336 diventò la residenza degli Anziani, la massima magistratura del Comune e quindi la sede del governo della città. In una ristrutturazione del XV secolo fu aggiunto l'orologio della Torre.

Nella parte alta della facciata è esposta la “Madonna di Piazza con Bambino” realizzata completamente in terracotta nel 1400 da Nicolò dell’Arca. Una lastra di marmo sul Palazzo Comunale riporta le antiche unità di misura utilizzate a Bologna che erano esposte pubblicamente di modo che tutti potessero verificarle: la più importante era il “piede bolognese” che misurava circa 38 centimetri.

La lapide è decorata da due aquilotti in terracotta: secondo una leggenda uno dei due sarebbe stato realizzato dal giovane Michelangelo durante il suo soggiorno a Bologna, ma si tratta di una copia, gli originali andarono distrutti in una sommossa.

L'interno del palazzo custodisce le memorie delle vicende storiche della città e ospita il Museo Morandi: la famiglia del pittore, infatti, ha donato le sue opere al museo.

Sia la Sala del Consiglio Comunale al primo piano, completamente affrescata che la Galleria Vidoniana, contengono un importante patrimonio di dipinti, mobili, arredi, suppellettili provenienti dalle donazioni fatte al Comune fra ‘800 e ‘900. La Sala Farnese al secondo piano, che prende il nome dal Cardinale che la fece costruire, era chiamata “sala regia”, forse perché nella vicina cappella fu incoronato imperatore Carlo V.

Qui le decorazioni raccontano gli avvenimenti che interessarono la città dal Medioevo al Seicento. Uno degli affreschi raffigura la singolare cerimonia solenne che i re di Francia (più tardi anche i sovrani d’Inghilterra e d’Ungheria) usavano celebrare a corte, alla presenza delle più alte cariche ecclesiastiche e nobiliari: sostenevano infatti, grazie ai loro poteri taumaturgici, di poter guarire con l’imposizione delle mani le persone affette dal cosiddetto “mal del collo” una forma di tubercolosi molto diffusa nel Medioevo.

L'affresco raffigura il re di Francia Francesco I, in visita a Bologna nel 1515, mentre tocca le “scrofole”, le lesioni provocate dalla malattia sulla pelle, di alcuni sudditi. Questo potere dei re d'Inghilterra e di Francia, in realtà, fu un’invenzione dei cronisti di corte che per ottenere il favore dei sovrani, sostenevano nei loro scritti, che questi avessero ricevuto direttamente da Dio il potere di guarire la malattia. All’inizio questa teoria non fu accolta con favore dalle autorità ecclesiastiche, ma con l’affermarsi del potere assoluto degli Imperatori, anche la Chiesa aveva iniziato ad approvare le cerimonie alle quali partecipavano anche alti prelati.

La Sala dei Cavalleggeri invece era destinata alla sosta dei soldati di scorta all’ambasciatore del papa.

All'interno del Palazzo Comunale, all'angolo di Piazza Nettuno si trova la Biblioteca Sala Borsa. Sorge sui resti di strutture di epoca romana, forse proprio il Foro, visibili attraverso un pavimento di vetro.

Il palazzo è tristemente famoso per i drammatici avvenimenti del 21 novembre 1920: mentre il sindaco appena eletto presiedeva la seduta inaugurale del suo mandato e la piazza era piena di cittadini in festa, gli squadristi fecero irruzione. La folla si ritrovò così tra due fuochi: da una parte i fascisti che sparavano contro Palazzo d'Accursio, dall’altra i carabinieri che rispondevano al fuoco. I morti furono 10 e i feriti 58.