FrançaiseItalianoEnglish

- Fontana del Nettuno -

La statua del Nettuno, detta “il Gigante” (al Żigànt in dialetto bolognese) per via delle sue dimensioni, nacque nel 1566, come recita una iscrizione ai piedi della fontana, “a servizio del popolo”, cioè con il compito di abbellire piazza Maggiore, come tappa di un percorso che dall’Archiginnasio arrivava al palazzo del Comune. A volerla fu il cardinale Carlo Borromeo, che volle risistemare l'area di Piazza Maggiore. Doveva simboleggiare il felice governo di papa Pio IV, zio materno di Borromeo, appena eletto.

Per realizzare l’impresa venne chiamato un giovane fiammingo, Jean de Boulogne da Douai, detto il Giambologna, ansioso di rifarsi dopo una sconfitta al concorso per la Fontana del Nettuno di Piazza della Signoria a Firenze.

Per realizzare la fontana fu abbattuto un intero isolato e la spesa fu divisa tra le case e le botteghe vicine. La statua del dio Nettuno venne collocata esattamente nel punto in cui il cardo e il decumano, le vie principali della città romana, si incrociavano. Per portare l’acqua alla fontana furono sfruttate un’antica cisterna sotterranea e una Fonte sotto a un convento e l’acqua fu convogliata verso la piazza.

La fontana divenne subito il centro di attrazione per venditori di ortaggi, lavandai e artigiani, proprio a due passi dal cuore politico della città, tanto che poco dopo fu necessario un bando che puniva con 50 frustate donne e bambini che la usassero come lavatoio, mentre per gli uomini scattava la punizione dei “tre tratti di corda”.

Si racconta che il Giambologna volesse realizzare il Nettuno con i genitali più grandi, ma naturalmente incontrò il divieto della Chiesa. Lo scultore però non si arrese: infatti disegnò la statua in maniera che da una particolare angolazione, il pollice della mano sinistra tesa sembrasse spuntare direttamente dal bassoventre, simile a un pene eretto. A detta dei prelati, le donne di Bologna erano così turbate alla vista del Nettuno che la Chiesa dovette mettere dei pantaloni di bronzo alla statua. In realtà tutto il complesso della fontana ha una forte valenza erotica: basta osservare le prosperose ninfe intorno che spruzzano acqua proprio dalle mammelle.

Un noto rito scaramantico vuole che per superare un importante esame gli studenti debbano girare due volte in senso antiorario attorno alla fontana, proprio come il Giambologna, che mentre rifletteva su come realizzare il Nettuno dando inizio alla sua fortuna e al suo riscatto dalla "sconfitta di Firenze", aveva continuato a girare attorno alla base. E la fortuna non mancò, dato che anche il tridente che il dio tiene in mano è diventato uno dei simboli più noti al mondo: quello della Maserati, la casa automobilistica fondata proprio a Bologna.