ItalyGuides.it rivoluziona il tuo modo di fare il turista! Italia in Realtà Virtuale Viaggio virtuale a Firenze, la città del Rinascimento, Italia in Realtà Virtuale Audioguide su Firenze. Le Audio guide di Firenze in mp3 o iPod Mappa di Firenze - Mappa interattiva di Firenze, Piantina di Firenze, Cartina di Firenze Photo gallery di Firenze, galleria fotografica, Foto di Firenze Hotel a Firenze con prenotazione diretta online. Scegli tra più di 200 Alberghi a Firenze  Segway tour a Firenze
deuFrançaiseespItalianoEnglish

- Santa Maria del Fiore (Duomo di Firenze) -

Costruita sull'antica area sacra del castrum romano, la basilica di Santa Reparata, insieme a una serie di altri edifici dedicati al culto, componeva il nucleo originario di quello che sarebbe poi diventato il centro religioso della Firenze di oggi.

Quasi certamente esisteva già un battistero, a testimoniare un antico legame con la cattedrale. Quel che è certo è che tra l'XI e il XIII secolo l'area fu interessata da un importante programma di ampliamenti e abbellimenti, nell'ambito di una più generale rinascita economica e culturale della città. La basilica di Santa Reparata fu ingrandita e il Battistero fu probabilmente ricostruito per intero, nelle forme che oggi conosciamo.

In questo stesso periodo venne ingrandita la cinta muraria della città, furono edificati il Palazzo Vecchio (allora chiamato 'dei Priori') e due chiese monumentali: Santa Maria Novella e Santa Croce. Intorno alla cattedrale presero forma alcuni edifici legati alla solidarietà sociale, vale a dire l'Arciconfraternita della Misericordia, l'Orfanotrofio del Bigallo, lo Spedale di San Giovanni Evangelista. Quest'ultimo, il complesso ospedaliero per cui Firenze sarà celebre, è oggi interamente perduto.

Di fronte a questo eccezionale cambiamento di scala, la vecchia cattedrale, seppure ampliata, risultò decisamente inadeguata all'immagine di città nuova che Firenze stava costruendo di sé.

Nacque pertanto l'esigenza di edificare una nuova cattedrale, che fosse la giusta rappresentazione del potere e della stabilità della Repubblica fiorentina: un valore civico, quindi, da assegnare a un monumento religioso.

Il nuovo Duomo, dei cui lavori venne incaricato l'architetto ufficiale del Comune, Arnolfo di Cambio (autore di Palazzo Vecchio), nacque come opera pubblica, e fu finanziata dallo stesso Comune, 'affinché l'industria e la potenza degli uomini non inventino né possano mai intraprendere qualcosa di più grande e di più bello'. Venne decisa una nuova dedica: non più al martire orientale, Santa Reparata, ma alla Vergine, e il riferimento al Fiore, simbolo di Cristo, sembrava voler unire in un vincolo sacro la cattedrale alla sua città, il cui nome anticamente era, appunto, Florentia.

Nel 1296 Arnolfo posava solennemente la prima pietra. Il suo progetto era fortemente innovativo: una chiesa dagli spazi ampi, memore dell'architettura classica, a tre navate e un ampio coro circondato da un 'trifoglio' di absidi (altro riferimento al fiore) su cui andava a innestarsi una gigantesca cupola.

Alla morte di Arnolfo seguirà un lungo periodo di abbandono. Dei lavori verrà nominato responsabile Giotto, che si dedicherà piuttosto al Campanile, e sarà soltanto quando la fabbrica passerà a Francesco Talenti, dal 1349 al 1359, che si completerà l'impianto della chiesa, secondo uno schema ancora più ambizioso di quello arnolfiano. Nel 1380 le navate erano terminate e Firenze aveva la sua grandiosa cattedrale.

Mancava ancora la cupola, che si sarebbe dovuta edificare sull'enorme tamburo ottagonale costruito dal Talenti.

A compiere l'impresa (non facile, dovendo coprire un vano di circa 42 metri) fu Filippo Brunelleschi, 'inventore' della prospettiva e di una concezione dell'architettura nuova, in antitesi con la tradizione medioevale. La cupola del Brunelleschi, realizzata in appena sedici anni, è un capolavoro assoluto di ingegneria, dove un sapiente gioco di incastri nella muratura riesce a equilibrare una massa davvero colossale.

La cupola, la cui figura risulta chiaramente visibile a chilometri di distanza, si impose fin da subito come il simbolo della città, nonché della nuova, rivoluzionaria cultura rinascimentale.

La celebrazione dell'uomo, individuo razionale al centro del mondo, è il fondamento della cultura umanistica e rinascimentale ed è la chiave di lettura all'interno della chiesa. Dove i ritratti di personaggi illustri celebrano, appunto, le doti civiche dell'uomo: il coraggio, la dignità, il genio creativo al servizio della Repubblica. Vi troviamo rappresentati due famosi condottieri, John Hawkwood, opera di Paolo Uccello (1436) e Niccolò da Tolentino, di Andrea del Castagno (1456). Vi sono poi i ritratti di Dante, di Giotto, di Brunelleschi.

L'architettura interna, sobria e austera, anticipa la concezione rinascimentale, che vedeva meglio rappresentata la spiritualità nell'equilibrio armonioso delle forme semplici, nella razionalità della geometria pura.

Camminando per le navate della chiesa, la presenza della cupola non è da subito percepibile. Ci si rende conto di essere immersi in questo spazio enorme e dilatato soltanto quando si è sotto la volta, ed è allora che si percepisce la scala gigantesca dell'intero edificio. In alto, gli affreschi del Vasari, realizzati per volontà di Cosimo I dei Medici dal 1572 al 1579, coprono una superficie di 3600 metri quadri, nella raffigurazione del Giudizio Universale.

All'esterno, ciò che colpisce maggiormente è l'uniformità dell'intero complesso religioso, dovuta alla coerenza della concezione architettonica e dei rivestimenti marmorei.

La facciata del Duomo, in realtà, non fu realizzata contestualmente al resto della chiesa, ma molto più tardi, tra il 1871 e il 1884 da Emilio de Fabris, a conclusione di secoli di progetti.