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È la più grande delle isole del Golfo di Napoli, e, al contrario di Capri, è un'isola di origine vulcanica. Molto nota per i suoi centri termali, tanto da essere soprannominata "L'isola della salute" o "dell'eterna giovinezza". Già i Romani consocevano le doti dell'acqua curativa di Cava scura e non disdegnavano i corroboranti "bagni di sudore" sull'isola.

Ischia offre un paesaggio estremamente pittoresco e verdeggiante e nonostante gli abusi edilizi abbiano divorato gran parte delle bellezze naturalistiche, riesce ancora ad offrire in ogni suo angolo curiosità da scoprire e da apprezzare: crateri inabissati, spuntoni rocciosi, colline di lava in uno splendido scenario in continua evoluzione, modificato dall'attività vulcanica, dove il verde s'immerge e si specchia nel blu del mare profondo.

La leggenda narra che questi luoghi fossero stati creati dal gigante Tifeo, imprigionato da Giove sotto il monte Epomèo: contorcendosi per cercare di liberarsi avrebbe dato vita ai luoghi così contorti, mentre le sue lacrime avrebbero generato un territorio così ricco d'acqua. Non a caso i suoi terreni sono molto fertili e l'agricoltura è fiorente.

Ma dal '900 la principale fonte di sussistenza dell'isola è il turismo legato ai centri termali, conosciuti fin dall'antichità e particolarmente indicate per la cura di patologie respiratorie, muscolari e delle ossa. I bacini termali arrivano fino a cento!

L'isola era già colonizzata dai Greci nell'VIII secolo a.C., con nome di Pithecusa, quando i suoi abitanti, forse per un'eruzione vulcanica, fuggirono sulla terraferma e fondarono Cuma. L'isola fu poi presa dal tiranno di Siracusa Gerone che la comprese in un sistema di fortificazioni del golfo di Napoli ed infine fu conquistata dai Romani nel 322 a.C.

Nel 6 d.C. Augusto la restituì a Napoli in cambio di Capri, di cui si era innamorato. Nel tempo delle invasioni la presero gli Eruli, gli ostrogoti ed i Bizantini; la saccheggiarono e devastarono i Saraceni, infine passò nelle mani dei Normanni, poi degli Svevi ed infine degli Angioini. Considerata un luogo ottimale dal punto di vista strategico, l'isola rimbalzò fra la famiglia dei Durazzo e quella degli Angiò.

Con gli Aragonesi, Alfonso V d'Aragona la proclamò Colonia del Regno di Castiglia, costruì un ponte per collegare il castello al resto dell'isola e scavò una galleria: opere i cui resti sono ancora visibili. Nel XV secolo l'isola fu quasi senza sosta preda dei pirati. Nel 1700 fu dei Borboni e nel 1806 fu occupata dai Francesi e attaccata dagli inglesi. L'ultima delle devastazioni fu a causa di un violento terremoto che la colpì nel 1883.