Campania: Viaggio virtuale in Italia

Cosa fare e cosa vedere in Campania:

 

Storia e consigli turistici sulla Campania

Terra di grandi bellezze è la Campania: quelle naturali, modellate dal fuoco del vulcano o dall'acqua che sommerge e riscopre, e quelle artistiche oltre alle celebri glorie di Capri e Ischia; talvolta inimmaginabili, nascoste e difficili da scoprire ma che si rivelano in tutto il loro splendore una volta raggiunte.

Napoli, paragonata da Stendhal a Parigi, riassume la varietà e la bellezza dell'intera regione, con le immancabili istantanee del suo Golfo poetico, le strade tortuose dei Quartieri Spagnoli, il Maschio Angioino, i palazzi, le chiese monumentali (se ne trovano quasi 500), i suoi misteriosi sotterranei, le bontà culinarie e la sua storia tormentata oggi come in passato.

Ambìta terra di conquista, la Campania ha dovuto fare i conti nel corso dei millenni con popoli e genti venuti da lontano che l'hanno colonizzata lasciando un segno indelebile. Innumerevoli i paesaggi per metà affacciati sul mare, per metà sulle regioni interne, e le tre isole, Ischia, Procida e Capri, della cui vista si può godere in questa terra tanto meravigliosa e controversa. Famosissime le costiere Sorrentina e Amalfitana, e all'interno i monti del Matese, o ancora sulla costa il selvaggio Cilento.

La Campania è quindi una terra ricca di testimonianze archeologiche più o meno note, scoperte e rese famosissime, come Pompei o Ercolano, o meno famose, nascoste nella campagna e tutte da scoprire come Baia e Cuma. Di assoluto rilievo è la maestosa Reggia di Caserta e tutte da percorrere le vie di Benevento longobarda.

Le origini di questa terra si perdono nei secoli: non è mai stata una regione dai limiti definiti ed il suo nome origina dalla campagne intorno all'antica Capua. Il suo territorio è da sempre stato noto per la sua fertilità, tanto che gli autori latini la chiamarono Felix, cioè felice, ricca.

Fu abitata fin dall'età della pietra ma acquistò notorietà con l'arrivo dei Greci che fondarono Cuma, la più antica delle città della Magna Grecia. All'interno, invece, fu colonizzata dagli etruschi che fondarono la città di Capua. I Greci e gli Etruschi furono perennemente in lotta fra di loro, fino a cedere, stremati, all'arrivo dei Sannìti, una bellicosa popolazione proveniente dall'Abruzzo.

Con l'arrivo dei Romani furono create innumerevoli colonie e la Campania divenne il luogo in cui Roma deportava le popolazioni ribelli; durante l'età di Augusto invece, la Campania conobbe un periodo di floridezza e di completa romanizzazione con innumerevoli opere pubbliche: la costruzione di acquedotti e della via Appia che da Roma portò prima a Capua e fu poi allungata fino a Brindisi. Ma alla fine dell'Impero i prodotti africani e spagnoli furono preferiti a quelli campani e così iniziò la decadenza della regione, che divenne incolta e fu flagellata da carestie e pestilenze.

A causa della crisi fu semplice la conquista della regione prima per i Goti, poi per i Vandali, infine per i Bizantini, che furono scalzati però all'arrivo dei Longobardi e riuscirono a mantenere il comando solo sulle forti basi navali di Gaeta, Napoli e Sorrento. Nel IX secolo arrivarono i Saraceni che da qui invasero tutto il Sud d'Italia e, mentre il predominio longobardo tramontava, andava crescendo Amalfi che iniziò la sua ascesa come potenza marittima. Nell'XI secolo iniziò la conquista dei Normanni che rinnovarono decisamente l'organizzazione statale.

Dopo i Normanni fu la volta degli Angioini che trasferirono la capitale a Napoli, che iniziò la sua ascesa come metropoli; tuttavia, dopo la guerra del Vespro la regione subì danni irreparabili. Al regno Borbonico, che subentrò al potere, si deve invece la costruzione della maestosa Reggia di Caserta. La Seconda Guerra Mondiale causò ingenti danni alla regione, distruzioni, devastazioni e saccheggi di beni culturali preziosissimi. Molti altri capolavori andarono perduti nel terremoto che colpì in particolare l'Irpinia nel 1980.

Terra di contrasti quindi la Campania, legata al mare ed all'immagine del sole, dell'allegria della buona cucina, flagellata dai contrasti interni nel corso dei secoli e dalla natura, caratterizzata dalla bellezza del Vesuvio che non ha mancato però di tormentarla ma che ha anche conservato sotto le sue ceneri le inestimabili testimonianze della vita del passato.